Giornata mondiale del malato

“Che la società si impegni con una compassione che significa partecipazione animata dall’amore a sollevare la sofferenza, a non aver paura della sofferenza e ad impegnarsi per una vicinanza che significa condivisione e sollievo al tempo stesso”.
E’ l’invito rivolto dal Vescovo Mons. Gastone Simoni in occasione della 19esima Giornata Mondiale del Malato, istituita da Giovanni Paolo II per riflettere sul mistero della sofferenza e per rendere più sensibile la società verso i malati, che la Chiesa celebra l’11 febbraio nella ricorrenza della memoria della Beata Vergine di Lourdes.
Di fronte a decine di malati e infermi e tanti fedeli radunati in Cattedrale, il presule oltre a rinnovare la sua vicinanza a quanti soffrono si è rivolto a tutti coloro (medici, infermieri, volontari) che si occupano della cura e dell’assistenza degli ammalati.
“Penso alla vostra vita come a una continuazione di quell’evento che il Vangelo di Luca di oggi ci cicorda: una visitazione, la visita di Maria a Elisabetta che portò gioia e sollievo” ha affermato il Vescovo. “Vedete la vostra esistenza ed il vostro lavoro in questa prospettiva. Come Maria – ha detto Mons. Simoni entrate nelle case, avvicinatevi al letto di chi soffre portando non solo la vostra scienza e competenza, ma anche la vostra umanità ed il vostro cuore”.
“Chiediamo al Signore che altre persone a cominciare dai giovani dedichino del tempo con generosità alla cura e all’assistenza dei malati e degli infermi” ha aggiunto il presule.
La celebrazione eucaristica – trasmessa in diretta da TV Prato – è iniziata con la lettura della preghiera del malato. Poi il direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute e della vita, il dott. Paolo Brachi, ha rivolto un saluto ai malati, alle autorità presenti in Duomo e a tutte le associazioni di volontariato che operano a servizio delle persone sofferenti. Riprendendo le parole di Papa Benedetto XVI tratte dal messaggio per la Giornata Mondiale del Malato di quest’anno, Brachi ha invitato le autorità ad investire sempre più energie in strutture sanitarie che siano di aiuto e di sostegno ai sofferenti, soprattutto i più poveri e bisognosi, perché come ricorda il Santo Padre nella Lettera Enciclica sulla speranza cristiana, Spe Salvi: “una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la compassione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana”.

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