Il sindaco di Vaiano scrive al Presidente Napolitano

Il Sindaco di Vaiano Annalisa Marchi ha scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una lettera che pubblichiamo integralmente. Di seguito il testo:

“Signor Presidente, mi rivolgo a Lei come più autentico interprete della nostra democrazia e del senso dello Stato, dopo le ultime vergognose dichiarazioni dell’on. Silvio Berlusconi, non adeguate al ruolo istituzionale che riveste e perfino lesive dell’onore della scuola pubblica. Com’è possibile, che un Presidente del Consiglio dichiari che i genitori debbano educare liberamente i figli, senza “essere costretti ad andare ad una scuola di stato, dove alcuni insegnanti vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare nei loro figli”? Al di là dei toni di queste grossolane affermazioni, si ricorda l’on. Berlusconi di essere il massimo rappresentante del Governo ed, in tale veste, anche il rappresentante dello Stato e della sua scuola, istituita dalla Repubblica che ne detta le norme generali, come dicono l’articolo 33 e l’articolo 34 della Costituzione? Con che faccia l’on. Berlusconi parla di famiglia e vuole contrapporre interessi fondamentali e convergenti, come quelli di insegnanti e genitori, per dare a studenti e figli, rispettivamente, una base di istruzione all’altezza del cambiamento che viviamo, un senso civico ed un’educazione capace davvero di renderli protagonisti del loro futuro?  Le scrivo da Sindaco di un piccolo Comune, che è orgoglioso della propria scuola, quella vicina a casa, a cui ci si rivolge ogni giorno e per la quale vogliamo il meglio delle riforme, necessarie per migliorarne la qualità e per rispondere alle mutate esigenze del nostro tempo. Una scuola che non merita la riduzione continua delle risorse, lo stravolgimento organizzativo a cui abbiamo assistito in questi anni, ed ora anche lo schiaffo delle dichiarazioni di un Presidente del Consiglio, che gli italiani, tutti, anche quelli che non la pensano come lui, sono “costretti” a sopportare, anche di fronte a dichiarazioni di questo tipo. Quegli italiani che sono però ancora capaci di esprimere “liberamente” il dissenso più profondo per il suo agire, in un moto di protesta oggi raccolto nella lettera che a lei fiduciosamente scrivo. Grazie, Signor Presidente,  per il suo alto impegno istituzionale e per quanto potrà fare, proprio nell’anno delle celebrazioni dell’Unità d’Italia, per ricordare all’on Berlusconi il senso dello stato, che per primo, come Presidente del Consiglio dei Ministri deve dimostrare”.

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