Antonio Martini e Pietro Leopoldo, un libro su Chiesa toscana e Granducato

Nell’ambito delle celebrazioni per il secondo centenario della morte proseguono le iniziative in ricordo di Antonio Martini, pratese arcivescovo di Firenze. Morto nel 1809 Martini è noto per aver tradotto in italiano la Bibbia. Una edizione la sua, approvata da Pio VI, che rimase la più diffusa della Chiesa Cattolica fino al ventesimo secolo.

Domani, mercoledì 16 marzo alle 17,30, nella sala studio della biblioteca Roncioniana, in piazza San Francesco, viene presentato il libro «Fra trono e cattedra di Pietro. Antonio Martini arcivescovo di Firenze nella Toscana di Pietro Leopoldo». La pubblicazione, di Pietro Giovannoni, prende in esame un momento storico particolare: l’ultimo decennio del regno toscano di Pietro Leopoldo, periodo difficile per la Chiesa, stretta tra le istanze gianseniste e la volontà del granduca di riformarla.

La presentazione sarà introdotta da Marcello Verga, docente all’università di Firenze, e da mons. Gilberto Aranci, direttore dell’archivio diocesano di Firenze.

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