Creaf, Rinfreschi: “Nessuna penale alla Provincia”

“Nessuna penale dovuta alla Provincia, occorrono nuovi investimenti e un piano di gestione per far decollare il Creaf”. All’indomani del documento prodotto dalla Commissione provinciale di controllo sul Creaf, Luca Rinfreschi, al timone della società dal settembre 2009, cerca di fare chiarezza su alcuni punti e rilancia: “I lavori del primo lotto sono stati completati a ottobre 2010. Entro un paio di mesi si concluderà il collaudo e saranno disponibili 9 mila metri quadrati per l’affitto dei locali” – afferma Rinfreschi -. “Quello che manca è un piano per la gestione, su cui i soci di Creaf si devono esprimere. I tempi si sono allungati e questo non è mai una cosa positiva per gli imprenditori, ma l’attenzione sul progetto è ancora viva: alla fine del 2010 ho ricontattato le aziende, fra cui Microsoft e Hp, che nel maggio 2009 avevano manifestato la dichiarazione di interesse ad operare in Creaf e hanno ribadito la disponibilità a collaborare”.
Il Polo tecnologico di Navacchio – individuato dalla Provincia come partner scientifico per lo start up – in una relazione tecnica ha evidenziato problemi di funzionalità degli immobili: per l’attività di incubatore di imprese occorrono spazi più piccoli, con attrezzature informatiche all’avanguardia, e non grandi laboratori come quelli ipotizzati nei 9 mila metri quadrati di via Galcianese. “Per quello che ne so io – afferma Rinfreschi – il Polo Tecnologico di Navacchio non si è tirato indietro, ma ha fatto delle ipotesi di gestione, sulle quali si devono esprimere i soci di Creaf, Provincia di Prato in primis”.
Dal quando nel 2003 la Provincia sotto l’amministrazione Mannocci dette il via al progetto, i costi e i tempi di realizzazione del Creaf sono lievitati. Dai 17 milioni di spesa preventivati inizialmente, si è arrivati oggi a 22 milioni (+30%); l’attività di ricerca avrebbe dovuto iniziare nel 2008, ma siamo ancora lontani da un vero piano gestionale e industriale. Per ora il Creaf è stato un investimento immobiliare oneroso – il capannone di via Galcianese fu acquistato nel 2006 per 8 milioni e 450 mila euro dalla società Viscotex – e un pozzo di fondi pubblici, privo di un ritorno per l’economia del territorio. In questi anni la Provincia ha fatto da banca al Creaf, anticipando finanziamenti utili a proseguire i lavori di ristrutturazione dell’immobile. Negli anni sono stati erogati 5,9 milioni dei 7,5 accordati, che Creaf avrebbe dovuto restituire entro il 31 dicembre 2010, con i primi utili derivanti dall’inizio dell’attività. I lavori sono però slittati e il debito, non saldato, sarà aggravato da una penale di 500 euro al giorno che Creaf dovrà versare alla Provincia a decorrere dal 1 gennaio 2011. Su questo punto Rinfreschi non è d’accordo: “Nel luglio scorso abbiamo ricevuto una lettera della Provincia in cui si ricordava la scadenza entro l’anno per la restituzione dell’anticipo. Ci stavamo attivando per accendere un mutuo con le banche, quando i soci di Creaf hanno siglato un pre-accordo con il Polo di Navacchio per lo start-up, che è stato poi siglato a dicembre. Alla luce di questi nuovi elementi, prima della scadenza dei termini, abbiamo chiesto alla  Provincia di poter prorogare di un anno la restituzione della somma. Nella richiesta abbiamo espresso anche pareri legali e amministrativi sull’interpretazione della legge Tremonti-Brunetta, che a nostro avviso, permette alla Provincia di rinnovare il finanziamento, in quanto il Creaf è sì una società partecipata in perdita da più di tre anni, ma si tratta di perdite derivanti da investimenti e non relative alla gestione. La nostra richiesta non ha ancora ricevuto risposte. Secondo noi la proroga dovrà essere accettata (ma la Provincia nel bilancio di previsione 2011 non ha stanziato risorse per il Creaf, ndr). In caso contrario, saremmo costretti a chiudere il bilancio al 31 marzo 2011, conteggiando le perdite derivanti dalle penali, ma riservandoci azioni di tutela”. Quelle stesse azioni di tutela che ieri la Commissione provinciale bipartisan di controllo, dopo aver accertato sospette irregolarità (tra cui l’affidamento diretto, senza bandi pubblici, di incarichi per centinaia di migliaia di euro), ha chiesto a Rinfreschi, al presidente Gestri, e ai sindaci revisori del Creaf e della Provincia, per salvaguardare gli interessi dell’Amministrazione.

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