Cresce il disagio dei senza lavoro. In aumento i casi di depressione fra i cosiddetti “nuovi poveri”

Un aumento del 77% del disagio psichico, dei casi di depressione, nella fascia di quanti hanno perso il lavoro o lo hanno solo in forme inadeguate. È uno dei dati che colpiscono maggiormente in questa nuova fotografia dei nuovi poveri. Disoccupati, o con un lavoro inadeguato, ma anche tanti anziani, con una sofferenza notevole anche per i minori. È quanto emerge dal bilancio 2010 dell’attività della San Vincenzo de Paoli di Prato, che riunisce i dati dei 18 gruppi operativi sul territorio e del Consiglio Centrale di coordinamento. Nei casi dei così detti “nuovi poveri”, si tratta per lo più di famiglie cadute in povertà da situazioni di precedente relativa tranquillità.
Lo scorso anno la San Vincenzo di Prato ha potuto distribuire aiuti per quasi 240mila euro. Rispetto all’anno precedente si è avuto un incremento del 14% del numero delle famiglie che hanno ricevuto aiuti (il 55% sono italiane). L’aumento nel numero delle persone assistite (circa 2600) è più consistente, nell’ordine del 17%, il che sta a significare che le famiglie assistite sono mediamente più numerose, e che si è intervenuti in aiuto di un maggior numero di persone sole.
Tanti gli immigrati cui l’associazione ha dato aiuto (il 45%, nel 2009 erano il 25%) e tanti anche i disoccupati. Oltre un quarto delle famiglie assistite ha problemi di disoccupazione totale. Aumenta in questa fascia il disagio psichico, con un’impennata del 77% dei casi di depressione, come detto, mentre notevole è la sofferenza dei minori. Altrettanto presente il disagio degli anziani. Diviene statisticamente significativo anche il numero delle persone cadute in povertà a seguito di separazioni familiari». Per la San Vincenzo de’ Paoli non si può più parlare di situazione d’emergenza. Per questo è necessaria, da parte di tutti, una piena consapevolezza delle dimensioni del problema, accompagnata da una rinnovata cultura della solidarietà.

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