La crisi nera dell’edilizia
In tre anni perse 138 aziende

Nemmeno il maxi-cantiere dell’ospedale, peraltro condotto da operatori non locali, basta ad attutire la crisi dell’edilizia pratese: i numeri della Cassa Edile evidenziano una situazione nera, con 300.000 ore lavorate in meno nel 2010 rispetto al 2009. In tre anni il settore ha perso il 16% di ore lavorate con la chiusura di 138 aziende e la perdita di 586 posti di lavoro. L’Ance, associazione delle aziende edili dell’Unione industriale, chiede più attenzione da parte degli enti locali e la revisione del Pit regionale, che ingessa lo sviluppo urbanistico del territorio pratese. Fra le proposte avanzate ci sono l’utilizzo di strumenti come i fondi immobiliari misti pubblico-privati e il project finacing, oltre a bandi bandi orientati alla qualità dei lavori anzichè appalti al massimo ribasso. L’unico aspetto ritenuto positivo è l’avanzata in Parlamento della legge che stabilirà requisiti minimi di formazione, dotazione tecnica, e di onorabilità, per l’accesso all’attività edile. Per il resto lo scenario è critico: fra immobilismo nelle commesse pubbliche, ritardi nei pagamenti e imposizione fiscale sempre maggiore.

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