Le “invenzioni tessili” pratesi

In Toscana innovazione e salute nel tessile vanno già a braccetto da anni. Un gruppo di sperimentatori toscani ha inventato ad esempio un tessuto per chi soffre di psoriasi: un problema per tre milioni di italiani. E’ il frutto della collaborazione tra scienza medica e tessile. Il padro scientifico è Giovanni Lo Scocco, primario di dermatologia a Prato. Ma il tessuto  ipertecnologico già prodotto dalla  Lenzi Egisto di Vaiano, antibatterico, che elimina gli attriti e non assorbe  creme e unguenti ma consente alla pelle di respirare, è così versatile da avere anche altri usi. Il tepso, così si chiama il tessuto impalpabile, più leggero e fresco della seta o del lino, elimina la sudorazione, riduce irritazioni e possibili infezione: è quindi perfetto in situazioni estreme. E infatti con questo materiale sono confezionate le lenzuola di cui l’Arabia Saudita  sta trattando per l’acquisto per i propri ospedali o i 1.700 calzini ordinati dall’esercito italiano : li indossano gli alpini in Afghanistan; li stanno provando anche i carabinieri, i militari tedeschi e sudafricani e persino i marines ne hanno presi nei mesi scorsi venti campioni. Sempre a Prato sono stati inventati tessuti antismog. A scoprirli è stato la Tecnotessile, l’azienda di ricerca, privata ma partecipata dal ministero, diretta da Solitario Nesti: tessuti che grazie alle nanoparticelle e al biossido di titanio ‘mangiano’ letteralmente gli inquinanti sparsi nell’aria o meglio li trasformano in elementi innocui come acqua e nitrati. La prima sciarpa antismog è stata presentata nel 2007. Altre aziende studiano o producono tessuti schermanti. Oppure, come la Calamai, sperimentano vele che catturano i raggi del sole, applicando ai tessuti pellicole fotovoltaiche.  

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