8 Aprile 2011

Profughi, Morganti stecca sulla Chiesa di Prato. Che aiuta ogni giorno gli italiani. Ma lui non lo sa


L’on. Claudio Morganti stecca sulla disponibilità di accoglienza  del Vescovo ai profughi: «Prato – scrive in un comunicato – è una vasca piena dove bisognerebbe trovare il modo per svuotarla. Il Vescovo – continua il deputato europeo leghista – dovrebbe pensare alle tante famiglie pratesi in difficoltà che faticano ad arrivare alla fine del mese o a pagare l’affitto anziché pensare ad ospitare altri immigrati».
Forse l’onorevole Morganti è troppo impegnato tra Strasburgo e Vaiano. Se ogni tanto facesse un giro tra i tanti servizi di carità promossi dalla Chiesa di Prato eviterebbe di dire certe castronerie. Di per sé basterebbe seguire un po’ i mezzi di informazione locali: era notizia di qualche giorno fa che l’Emporio della Solidarietà, ideato dalla Caritas diocesana, dà da mangiare ogni mese a centinaia di persone, di cui oltre la metà italiani. Il resto sono chiacchiere.
G.R.

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Max
Max
10 anni fa

Avendo esperienza diretta con persone che offrono gratuitamente il loro servizio e conoscendo persone che di tanti gesti di solidarietà benficiano, posso dire che il sostegno a chi è nel bisogno è dato senza fare distinzioni. La chiave di lettura forse va spostata sulla persona, da qualunque parte di mondo provenga: quando porta un disagio occorre ascoltarla, guardarsi intorno per trovare le risorse a disposizione e aiutarla nel modo migliore possibile per la persona stessa. Quindi italiano o di altra nazionalità cosa importa. Viviamo su un’unica terra di cui dovremmo sentirci tutti un po’ più responsabili, a cominciare da chi governa (chiunque esso sia e da qualunque parte di mondo provenga, anche lui). Alcuni servizi della Chiesa presentano un ago della bilancia spostato verso chi non è italiano? Potrebbe anche succedere, magari perché molti immigrati vivono in condizioni peggiori rispetto alle famiglie italiane. Ma non si può certo dire che i bisogni dei cittadini pratesi non siano stati tenuti in conto dalla nostra diocesi… Ricordiamo a titolo di esempio l’iniziativa “5 euro”, promossa dall’associazione “Insieme per la famiglia” ONLUS: nel bilancio di fine 2010, il numero di famiglie italiane sostenute è stato il doppio di quelle non italiane. E comunque, nell’uno e nell’altro caso si è trattato di PERSONE, non di pacchetti…