Comune e Provincia si fanno la guerra. Sui profughi di guerra

La vicenda profughi apre l’ennesima frattura fra Comune e Provincia. Il Comune, che si era sempre opposto all’arrivo sul proprio territorio di profughi dal Nordafrica, denuncia di essere stato vittima di una prevaricazione da parte di Provincia e Regione e di essere pronto a uscire dai progetti e dai protocolli e sull’integrazione avviati assieme alla Provincia. Quest’ultima risponde che il Comune è stato coinvolto nelle riunioni preparatorie e informato tempestivamente, fra ieri e oggi, sulla vicenda profughi. Quanto ai progetti di integrazione, la Provincia replica che il Comune è già uscito da alcuni di questi, come ad esempio Alter Mundi.
“Siamo orgogliosi di dare accoglienza a queste persone” – ha affermato l’assessore Ferrara, richiamando l’articolo dieci della Costituzione che sancisce il diritto d’asilo politico per i profughi di guerra. “Ci siamo comportati come dice la Costituzione e come, con coerenza, si stanno comportando il Governo italiano e la Regione Toscana” – conclude l’assessore provinciale.
L’assessore Silli risponde che il Comune di Prato è l’unico ad avere già sul proprio territorio 45 profughi provenienti da paesi di guerra, in base a un progetto di cooperazione internazionale, di cui è capofila. Secondo il Comune l’arrivo di queste 13 persone, in un contesto di gravi crisi economica e di alta densità di immigrazione, potrebbe alimentare in città ulteriori tensioni sociali e innescare una guerra fra poveri.

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