“Il lavoro al centro”, 2.500 i visitatori della rassegna promossa dalla Provincia

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lavoroSi è chiusa stamani con il convegno conclusivo “Una proposta per il lavoro e lo sviluppo a Prato”, che aveva fra i protagonisti il sociologo Carlo Trigiglia, la rassegna “Il lavoro al centro”. Sono 2.500 (duemila nella sola giornata di ieri) i visitatori della rassegna allestita al Gramsci-Keynes, di questi 700 hanno partecipato a seminari e incontri. Un successo dunque, forse anche oltre le aspettative di Provincia e Fil – Centro per l’impiego. E se ieri la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi parlava di “grande consenso in città per l’iniziativa e dell’impegno per farla diventare non solo un appuntamento annuale, ma un Festival del lavoro a livello nazionale, oggi, insieme al presidente della Provincia Lamberto Gestri ha lanciato la proposta forte di un patto fra imprenditori, forze sociali, istituzioni e associazioni per costruire insieme il futuro del distretto. “Le idee e le proposte ci sono, le risorse possono essere cercate e trovate, quello che ci manca è una leadership forte e coesa, che condivida obiettivi e progetti per riallacciare i fili del dialogo sociale e dare una direzione comune ad azioni concrete” – ha detto Giorgi, raccogliendo anche le conclusioni dell’analisi condotta da Trigiglia sulle caratteristiche del distretto pratese, sulle cause della crisi e sulle difficoltà del rilancio, che giungeva alla stessa conclusione: la necessità di trovare una guida unitaria che, insieme, tracci la strada e metta passione e impegno per realizzarla. Gestri ha sottolineato con orgoglio il ruolo guida della Provincia nel campo del lavoro, che si conferma proprio in un periodo di impegno intensissimo su questo fronte. “Il ruolo della ricerca, e la scommessa del Creaf deve essere raccolta in termini di sistema perché è uno degli strumenti chiave del rilancio, e quello del dialogo con la comunità e la realtà economica cinese sono due dei fronti su cui è matura la svolta – ha detto Gestri – Dobbiamo progettare il futuro superando le resistenze di chi vuole solo mantenere posizioni di rendita. Cullarsi nell’immagine della Prato di un tempo è inutile, il mondo è cambiato intorno a noi e anche Prato è cambiata”. La proposta illustrata dalla vice presidente, che trova ovviamente il suo naturale terreno di confronto nel Tavolo di distretto, parte dalla convinzione che un grande progetto per Prato ha bisogno di protagonisti che tengano al futuro della propria comunità. “Credo che ci sia la necessità di un patto tra forze che scelgono di essere vive per regolamentare la vita del territorio – ha detto Giorgi – Negli ultimi tempi siamo stati bravi ad unirci solo per richiedere finanziamenti e aiuti. Erano necessari e ci hanno consentito  di tamponare una situazione già grave che poteva diventare critica: i 18 milioni della prima cig in deroga d’Italia, poi i 25 per le situazioni di maggiore difficoltà, ora l’inserimento nelle aree di crisi e il Progetto per Prato della Regione Toscana. Ma credo che Prato possa fare di meglio, credo sia necessario che tutti i componenti del tessuto sociale ed economico del distretto facciano uno sforzo comune per riallacciare i fili del dialogo sociale per stabilizzare e potenziare le scelte di politica economica e sociale.  Occorre quindi un patto tra forze che scelgono di regolamentare la vita del distretto, a partire dal lavoro.

Ed ecco alcune delle idee che la Provincia mette sul piatto.

– Una progetto di ricerca permanente sui principali fenomeni sociali ed economici di modo che le azioni siano guidate dalla conoscenza approfondita. “Non possiamo continuare a ripeterci che in 10 anni sono stati persi 16 mila posti di lavoro nel tessile senza sapere dove siano finiti e quali conseguenze economiche e sociali questo abbia comportato. E non possiamo continuare a procedere nei confronti della comunità cinese per stereotipi e luoghi comuni (per lo più sbagliati)”, ha detto ancora Giorgi.

– Una ricerca sulle competenze del distretto per metterle a valorizzazione nella nuova organizzazione distrettuale e di impresa. Lavorare sulle professioni, insomma, per consolidare tutte quelle centrali per il nuovo processo produttivo, passando dalla logica delle mansioni e professioni statiche a quelle delle competenze.

– Strategie economiche locali che identifichino fonti future di lavoro, impresa e creatività (per esempio eco-compatibilità, energie alternative, sviluppo di funzioni aziendali oltre la produzione) e politiche per attrarre e mantenere investimenti a Prato.

– Strategie per attrarre persone e capitali dall’estero. In particolare integrare la comunità cinese anche favorendo l’ingresso di cittadini cinesi con alto titolo di studio che possano svolgere un ruolo di ponte con la Cina e quella di cittadini pratesi, in particolare con alta qualificazione, nelle aziende cinesi.

– Sperimentazione di un percorso di inserimento dolce al lavoro per i giovani: un contratto di inserimento che, partendo dal tirocinio gradualmente innalza le tutele per i lavoratori fino ad arrivare alla stabilizzazione del rapporto.

– Ristrutturazione anche del sistema della formazione. L’esperienza della gestione dei 25 milioni, fortemente incentrata sul sostegno al reddito, ha avuto una accoglienza timida da parte dei lavoratori. Invece ogni bando che la Provincia pubblica per finanziare i voucher formativi individuali, ottiene una risposta fortissima da parte dei disoccupati., che sembrano più interessati a uno strumento dinamico e personalizzato per affrontare le transizioni nel mercato del lavoro, che al sostegno al reddito.  E quindi il problema è proprio quello di ripensare i servizi per l’impiego e per la formazione in termini di predisposizione alle transizioni.

Al convegno, moderato dal presidente della Fil Aldo Gioli, sono intervenuti il sindaco del Comune di Montemurlo Mauro Lorenzini, l’assessore all’innovazione del Comune di Prato Annalisa Nocentini, il consigliere del Comune di Vaiano Sandra Ottanelli, Luca Giusti, presidente di Confartigianato, Sandro Ciardi per l’Unione industriale pratese, Manuele Marigolli per Cgil,Cisl e Uil, Alessandro Bensi per i Consulenti del lavoro e Roberto Macrì di Opera Santa Rita.

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