Imprenditrice “schiavista” condannata
per tentata estorsione e lesioni personali

Aveva ridotto in schiavitù due suoi connazionali, per questo motivo una cittadina cinese di 45 anni è finita in carcere dove dovrà scontare 5 mesi di reclusione per tentata estorsione e lesioni personali. L’arresto è stato eseguito ieri pomeriggio dalla Polizia di Prato, ma i fatti risalgono al 2002. Per ottenere un posto di lavoro ed il relativo permesso di soggiorno, due coniugi cinesi clandestini erano stati costretti dalla 45 enne, titolare di una ditta in via Donizetti, a firmare un contratto secondo il quale avrebbero lavorato gratis per due anni. Dopo 11 mesi i due decisero però di licenziarsi, ma la titolare pretendeva 6mila euro come risarcimento. E siccome i due non volevano pagare, organizzò una spedizione punitiva con tanto di pestaggio. La coppia denunciò l’imprenditrice “schiavista” che nel giugno del 2010 è stata definitivamente condannata a 3 anni e 5 mesi di reclusione ma che a causa dell’indulto sconterà solo 5 mesi.

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