Bugli (pd):”Si avvicina la firma per il centro
di ricerca tessile italocinese”.

Si avvicina il momento della firma del protocollo fra la Regione e il ministero dell’economia cinese per creare in Toscana un centro di ricerca tessile italo cinese. Un accordo che dovrebbe strettamente interessare anche il futuro prossimo del Creaf visto che la struttura pratese da tempo è stata giudicata ideale dal governatore Enrico Rossi per localizzare il nuovo centro. La notizia è emersa nel corso della festa del Pd, durante un dibattito proprio sugli sviluppi futuri del Creaf. “Mi rendo disponibile a organizzare un confronto su questo tema a Prato, invitando realtà del territorio che possano raccontare la loro esperienza di successo nel campo dell’innovazione – ha annunciato Vittorio Bugli, capogruppo del Pd in consiglio regionale – in quell’occasione, vorrei che il centrodestra spiegasse le ragioni della sua avversità nei confronti di questa iniziativa che porterebbe a Prato 20 milioni di euro in un momento in cui le risorse pubbliche sono vicine a zero». La proposta ha incontrato subito l’entusiasmo di Anselmo Potenza, che in rappresentanza di Rete Imprese Prato ha affermato di “voler entrare nel merito della cosa” e di “apprezzare lo spirito di concretezza da parte delle istituzioni”. Presente all’incontro anche il presidente del Creaf, Luca Rinfreschi che ha puntualizzato come “l’idea è sempre stata quella di non fermarsi all’economia tessile: il centro di ricerca dovrà avere un respiro più ampio, guardare a economie nuove e favorire attraverso il trasferimento tecnologico la diversificazione delle imprese del territorio”. Infine l’intervento del presidente della Provincia, Lamberto Gestri che non ha nascosto il fatto che il Creaf si trovi al centro di una polemica proprio a causa dei ritardi nel passare a una fase operativa. “Siamo intenzionati a valorizzare l’investimento fatto, superando le difficoltà che ci sono – ha detto – se vogliamo che il centro svolga le funzioni in cui speriamo, dobbiamo dimostrare a chi finora è sempre stato critico e vede in questa struttura soltanto un’operazione immobiliare, che è una carta su cui scommettere per il futuro”.

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