Il Vescovo Simoni in visita
ai profughi di Sofignano e Cerreto

Prima a Sofignano e poi a Cerreto. Questa mattina il vescovo di Prato mons. Gastone Simoni, accompagnato dal presidente dell’Opera Santa Rita Roberto Macrì, si è recato in visita ai profughi che da oltre un mese sono ospiti in due strutture diocesane. Stringendo mani e scambiando sorrisi, il Vescovo ha ascoltato le storie dei 27 richiedenti asilo politico presenti sul territorio pratese.
Il primo incontro, di buon mattino, si è tenuto nella canonica di Sofignano, nel Comune di Vaiano, dove risiedono 11 uomini del Mali, arrivati dalla Libia sulle coste italiane su di un barcone. Per loro l’arrivo in Italia non si è trattato di una libera scelta. «Le truppe di Gheddafi – hanno raccontato a mons. Simoni i maliani – ci hanno costretto ad imbarcarci, non sapevamo che la destinazione sarebbe stata il vostro Paese». Presente il parroco di Vaiano don Carlo Bergamaschi, la cui comunità parrocchiale, insieme all’Opera Santa Rita, sta gestendo l’accoglienza.
A Cerreto, presso la Casa Madonna della Tenerezza, vivono 14 persone: otto bengalesi, quattro pakistani e due coppie, marito e moglie, una composta da una nigeriana e da un uomo del Burkina Faso, e una coppia di nigeriani con una bimba di otto mesi, la piccola Jessica.
Tra loro storie diverse, chi è giunto qui in cerca di speranza, chi per costrizione, chi per scappare da soprusi e persecuzioni.
«Quanto dolore avete incontrato nelle vostre vite – ha detto mons. Simoni rivolgendosi ai due gruppi di profughi –, per adesso posso dirvi che qui vi ospitiamo con il massimo impegno, grazie agli operatori dell’Opera Santa Rita, e vi auguro di poter trovare in futuro una degna sistemazione».

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