Giancarlo Cecchi: “La Provincia introiterà
un milione di euro grazie al mio lavoro”

“Gli obiettivi che il Presidente Gestri mi ha assegnato stanno per essere raggiunti. Entro il 30 giugno lascerò la Provincia e tornerò a lavorare nel privato”. Con un’intervista al quotidiano La Nazione, pubblicata stamani, Giancarlo Cecchi, direttore generale della Provincia di Prato, rompe il silenzio e difende il suo operato. “Per effetto del mio lavoro l’ente introiterà fra risparmi di spese e maggiori entrate un milione  e 46 mila euro – afferma Cecchi.
Sulla nomina del direttore generale, voluta nel maggio 2010 dal presidente Gestri, si aprì una spaccatura con l’allora assessore al bilancio e al personale Gabriella Melighetti, che si vide ritirare la delega. Motivo del contendere la mancanza di laurea di Giancarlo Cecchi, requisito ritenuto poi obbligatorio per la nomina a direttore generale dalla Procura regionale della Corte dei Conti, che di recente ha formulato una richiesta di 176 mila euro al presidente della Provincia e alla giunta, ipotizzando un danno erariale, sul quale è attesa la sentenza dei giudici amministrativi. Con il supporto di alcuni pareri legali, Gestri ha sempre difeso il provvedimento e l’importanza dell’incarico affidato a Giancarlo Cecchi, il quale, dopo 15 mesi di lavoro, traccia un bilancio del suo  operato. “La riorganizzazione dell’ente, scopo primario del mio incarico, è stato raggiunto nel 2010” – spiega Cecchi, che poi illustra i provvedimenti adottati dalla giunta su sua indicazione: il taglio degli affitti con trasferimenti di sedi, la riduzione dei compensi ai sindaci revisori e dei membri del nucleo di valutazione, la costituzione di un ufficio tributi, l’adeguamento dei diritti di istruttoria su permessi e concessioni, la creazione di elenchi di professionisti e aziende da cui attingere per il conferimento di incarichi.
Sull’intervista rilasciata da Cecchi interviene il capogruppo del Pdl in Provincia Cristina Attucci: “Quando è ancora pendente un responso della Corte dei Conti, Cecchi difende se stesso, elogia l’operato di Gestri e si espone con giudizi politici – afferma Attucci. – Se intende dare giudizi politici, allora si candidi, visto che in quel caso il requisito della laurea non è indispensabile” conclude il capogruppo del Pdl.

“Gli obiettivi che il Presidente Gestri mi ha assegnato stanno per essere raggiunti. Entro il 30 giugno lascerò la Provincia e tornerò a lavorare nel privato”. Con un’intervista al quotidiano La Nazione, pubblicata stamani, Giancarlo Cecchi, direttore generale della Provincia di Prato, rompe il silenzio e difende il suo operato. “Per effetto del mio lavoro l’ente introiterà fra risparmi di spese e maggiori entrate un milione e 46 mila euro – afferma Cecchi.

Sulla nomina del direttore generale, voluta nel maggio 2010 dal presidente Gestri, si aprì una spaccatura con l’allora assessore al bilancio e al personale Gabriella Melighetti, che si vide ritirare la delega. Motivo del contendere la mancanza di laurea di Giancarlo Cecchi, requisito ritenuto poi obbligatorio per la nomina a direttore generale dalla Procura regionale della Corte dei Conti, che di recente ha formulato una richiesta di 176 mila euro al presidente della Provincia e alla giunta, ipotizzando un danno erariale, sul quale è attesa la sentenza dei giudici amministrativi. Con il supporto di alcuni pareri legali, Gestri ha sempre difeso il provvedimento e l’importanza dell’incarico affidato a Giancarlo Cecchi, il quale, dopo 15 mesi di lavoro, traccia un bilancio del suo operato. “La riorganizzazione dell’ente, scopo primario del mio incarico, è stato raggiunto nel 2010” – spiega Cecchi, che poi illustra i provvedimenti adottati dalla giunta su sua indicazione: il taglio degli affitti con trasferimenti di sedi, la riduzione dei compensi ai sindaci revisori e dei membri del nucleo di valutazione, la costituzione di un ufficio tributi, l’adeguamento dei diritti di istruttoria su permessi e concessioni, la creazione di elenchi di professionisti e aziende da cui attingere per il conferimento di incarichi.

Sull’intervista rilasciata da Cecchi interviene il capogruppo del Pdl in Provincia Cristina Attucci: “Quando è ancora pendente un responso della Corte dei Conti, Cecchi difende se stesso, elogia l’operato di Gestri e si espone con giudizi politici – afferma Attucci. – Se intende dare giudizi politici, allora si candidi, visto che in quel caso il requisito della laurea non è indispensabile” conclude il capogruppo del Pdl.

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