Recupero dell’evasione fiscale. Una risorsa per le casse regionali

Far diventare stabile il maggior gettito recuperato: magari con la possibilità in futuro, scovato chi non paga le tasse, di ridurre la pressione fiscale sui virtuosi. L’assessore alle finanze e ai tributi della Toscana, Riccardo Nencini, ha confermato che la lotta all’evasione fiscale e il contrasto di qualsiasi illegalità economica è una priorità per la giunta regionale.  Così perchè tutti paghino rispetto alle loro possibilità e il maggior gettito recuperato diventi un’entrata stabile, la giunta studia nuove misure: otto per la precisione. In un anno il recupero dei tributi regionali non pagati è cresciuto. In dodici mesi la Regione ha incassato 160 milioni (100 dei quali arrivano dal bollo auto, 50 dall’Irap). Per recuperare altre risorse saranno messe a punto una serie di azioni volte a ‘scovare’ o far scoprire con maggiore facilità i redditi da assoggettare ad Irpef, il valore della produzione, le rendite catastali o anche superfici ed attività, che sono i parametri, ad esempio, della tassa sui rifiuti. “Le imprese che violano le norme sulla sicurezza sul lavoro possono essere potenziali evasori. Un’idea – ha spiegato Nencini – è quella di incrociare le banche dati e chiedere un aiuto alle aziende sanitarie locali”. Il bollo auto dall’Aci tornerà alla Regione e nascerà entro l’anno un portale on line del contribuente. Un’altra strategia è quella di usare la tracciabilità dei prodotti alimentari e per la salute per combattere l’evasione fiscale, controllando le aziende dove sono state segnalati prodotti non tracciati, perchè la violazione potrebbe essere un indicatore di sottofatturazione, pagamenti a nero e dunque evasione.

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