Futuro e libertà va all’opposizione

Alla vigilia del consiglio comunale di domani, Futuro e Libertà vota contro in commissione alla variazione di bilancio, ed esce dalla maggioranza. Senza i due consiglieri finiani Riccardo Bini e Federico Lorusso, la giunta Cenni adesso può contare su soli quattro consiglieri comunali in più rispetto all’opposizione. A motivare la rottura è stato il netto rifiuto del sindaco Cenni a concedere a Fli un assessorato, garanzia ritenuta imprescindibile dai finiani per “dare corso alla verifica politica e contribuire al cambio di passo nell’azione di governo”.
“Da ora in poi ci riteniamo liberi dal vincolo di maggioranza – afferma Riccardo Bini, capogruppo di Futuro e Libertà -. E’ un atto che costa molto a chi come noi ha una storia di appartenenza al centrodestra. Ma noi non andiamo a sinistra; riteniamo che a sinistra ci è già andato qualcun altro manifestando connivenze e continuità col passato. Invano abbiamo chiesto finora nomine e politiche diverse sulle partecipate, che necessitavano di una forte iniezione liberale; una maggiore partecipazione della politica nell’azione della giunta, di cui invece il sindaco propaganda in maniera populista e demagogica la civicità”.
Al sindaco Cenni viene contestata la “mancanza di progettualità in una città che va ridisegnata”; il fatto di aver “cavalcato gli eventi” sulla vicenda Consiag, senza dare un indirizzo proprio.
A chi – come Morganti della Lega Nord – lo accusa di mancanza di coerenza e di aver provocato la rottura per una poltrona negata, Bini risponde che il malcontento nei confronti della giunta è da tempo molto diffuso all’interno dei partiti di maggioranza. “Il sindaco non sta portando avanti il programma elettorale. E’ per tutelare i nostri elettori di centrodestra, che facciamo questo passo. Nella verifica politica iniziata alcune settimane fa, i partiti di maggioranza si sono mostrati d’accordo nella nostra analisi, e nonostante ciò continuano a sostenere la giunta. Forse sono loro che stanno difendendo le poltrone ottenute”.
Dario Zona

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