Gara del gas, Estra e i sindaci di centrosinistra rispondono alle accuse dell’Antitrust

Estra risponde ai rilievi, il Comune di Prato affonda il colpo e gli altri sindaci pratesi si difendono. Ha sollevato un polverone politico la relazione dell’Antitrust che dopo un anno di istruttoria ha formulato nei confronti di Estra l’accusa per abuso di posizione dominante. L’argomento è quello della gara unica del gas indetta dal Comune di Prato, ritenuta irregolare ed ostacolata con ogni mezzo dalla società di via Panziera, ma recentemente giudicata legittima dal Tar della Toscana.
Nella requisitoria dell’Antitrust, compaiono gli scambi di e-mail fra dirigenti di Estra, con 19 proposte “alcune delle quali – obietta l’Authoruity – appaiono ultronee all’ordinaria attività di impresa di distribuzione”. Come “sollecitare il sindacato a chiedere l’immediata sospensione del bando di gara in attesa dell’uscita della normativa nazionale relativa alla salvaguardia dei lavoratori, o verificare se la Provincia può emettere una delibera che censura la delibera del Comune di Prato”.
Secondo la requisitoria dell’Antitrust sarebbe stata inoltre Estra stessa a scrivere le lettere che gli altri Comuni pratesi hanno poi inviato ad Estra Reti per opporsi alla trasmissione dei dati che li riguardavano al Comune di Prato. Su questo e su altri punti risponde con un comunicato stampa Estra, che afferma di aver fornito al Comune di Prato i dati tecnici utili ad espletare la gara nel giugno scorso, non appena si è avuta certezza della legittimità della richiesta del Comune. L’assessore Bernocchi però smentisce questa ricostruzione e afferma che tuttora la società non ha trasmesso tutte le informazioni necessarie. Diversa la valutazione anche sulla convenienza economica della gara: secondo Estra i costi conseguenti alla separazione fisica della rete (irrilevanti secondo il Comune, stimati in 10-12 milioni di euro secondo la società) potrebbero ricadere sul Comune stesso. Contestata anche l’idea che dalla gara unica derivino tariffe più basse. Di diverso avviso l’assessore Bernocchi, secondo il quale “il quadro che emerge dalla relazione dell’Antitrust delinea un gruppo di potere che decide di turbare una pubblica asta. Credo che questo possa configurare anche qualche reato penale – prosegue Bernocchi – e da un punto di vista politico è sconvolgente che i sindaci prendano ordini da Estra”.
“Ma quale rimorchio, quale sudditanza?” gli risponde Mauro Lorenzini a nome dei sindaci pratesi di centrosinistra. “Il nostro unico obiettivo è sempre stato di tutelare gli interessi dell’azienda e dei cittadini. Quando abbiamo firmato la lettera che esprimeva i nostri dubbi sull’opportunità della gara unica per Prato – continua il Sindaco di Montemurlo – i Comuni hanno espresso un loro giudizio politico, come era nel loro diritto, autonomamente dall’azienda”.
Sulla questione interviene anche il presidente della Provincia Gestri, che si dice indignato per il tentativo di tirare in ballo l’ente. “E’ pura fantapolitica. La Provincia su questa  vicenda non è mai stata coinvolta: né ufficialmente, né ufficiosamente e neppure segretamente. Personalmente – afferma Gestri – sono anni che non parlo con i vertici di Consiag-Estra”.

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