insegnante della De Andrè aggredita e insultata da due uomini che raccoglievano abusivamente le olive

Un’insegnante della scuola elementare De Andrè di via Gino Capponi è stata aggredita verbalmente, ieri pomeriggio all’uscita di scuola, da due uomini che, probabilmente senza autorizzazione, stavano raccogliendo le olive dagli alberi che si trovano nel parcheggio dell’istituto. E’ lei stessa a raccontare l’episodio in una lettera esposto che ha inviato al sindaco e, per conoscenza, anche al quotidiano on line Notizie di Prato. Ma ecco il racconto dell’insegnante, rimasta visibilmente turbata dall’accadutop, anche perché l’aggressione si è svolta davanti ai bambini che stavano uscendo da scuola.
“Sono entrata  in servizio alle 12.30 – racconta la maestra – e ho notato nel parcheggio riservato alle insegnanti  due signori  che stavano raccogliendo le olive da uno dei due olivi che si trovano nel parcheggio. Avevano occupato, con la loro attrezzatura, un posto auto (lo spazio riservato a noi insegnanti è veramente esiguo e insufficiente ad accogliere tutti i mezzi) ma avendone trovato un altro libero ho lasciato la mia auto ed ho preso regolarmente servizio. Alle 16.30,cioè all’uscita della scuola,dopo aver consegnato tutti i miei alunni ai genitori, ho raggiunto la mia auto. Subito mi sono resa conto che i due signori erano ancora occupati con la raccolta delle olive del secondo albero ed erano esattamente dietro la mia vettura. Ho comunicato la mia necessità di uscire dal parcheggio e uno dei due, il più anziano, ha spostato di qualche centimetro la rete per la raccolta e i secchi. Ho quindi cominciato la mia manovra per lasciare il parcheggio”.
E qui è accaduto il fattaccio. “Evidentemente soliti a cadere nei luoghi comuni – prosegue il racconto – i due, specialmente quello a terra, hanno cominciato a dare segni di insofferenza per le manovre che stavo facendo sia per non urtare i mezzi parcheggiati intorno e dietro di me, sia per non arrotare o colpire i bimbi con i genitori che a quell’ora  ovviamente passano per raggiungere le loro auto, ma soprattutto per non colpire la scala sulla quale era ancora intento al suo lavoro uno dei due. Improvvisamente l’uomo a terra, il più anziano, ha iniziato ad inveire contro di me con improperi, epiteti irripetibili e bestemmie. Io sono scesa dalla macchina perché non potevo permettere che mi si rivolgesse così, innanzitutto per buona educazione ma soprattutto perché quello è il mio luogo di lavoro e non permetto che i miei alunni assistano a comportamenti del genere e possano udire un tale linguaggio. Il signore ha continuato ad insultarmi con una veemenza che anche ora mi provoca turbamento: ho temuto che potesse colpirmi tanta era la sua foga e tanto violento era il linguaggio che usava nei miei confronti”.
Da qui l’appello dell’insegnante al sindaco. “Gentile Sindaco – scrive la donna – le sto scrivendo perché voglio metterla al corrente che proprio oggi, la giornata in cui si ricorda di non usare violenza sulle donne,è accaduto questo fatto che ha leso la mia sensibilità e quella dei bambini che hanno assistito inermi all’orrida scena. Ovviamente non ho lasciato che la cosa cadesse inosservata. Ho subito avuto un colloquio con l’ex capo dei vigili urbani di Prato il quale mi ha informato che i signori si sono permessi,e la cosa si sta perpetrando da un po’ di giorni, di raccogliere olive provenienti da alberi del Comune di Prato. Nessuno li ha incaricati, a meno che non siano operatori dell’Asm ,ma erano sprovvisti di pettorina e non c’erano mezzi riconoscibili nei paraggi, ragione per la quale stanno facendo una cosa illegale, che sta passando inosservata ma soprattutto che nessuno sta facendo terminare. Io sono stata aggredita verbalmente in maniera violenta,gli alunni della scuola hanno dovuto assistere loro malgrado a tale scempio verbale, cosa vado ad insegnare io lunedì a scuola? Che l’uomo può aggredire quando più lo aggrada una donna perché la vigoria fisica vince sempre?”.

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