18 Novembre 2011

Traffico illecito di stracci. Arrestati i vertici della montemurlese “Tesmapri spa”


E’ durata un anno l’indagine dei carabinieri di Firenze che ha permesso di svelare un traffico illecito di indumenti usati, provenienti dalla raccolta sul territorio e che, violando la normativa sui rifiuti, venivano inviati ad aziende campane ed estere che li commercializzavano al dettaglio, simulando trattamenti mai avvenuti e realizzando così ingenti guadagni.
Sei gli arresti domiciliari eseguiti in 4 province. Si tratta di imprenditori ed autotrasportatori che gestivano la filiera dell’usato. Per tutti l’accusa è di traffico illecito di rifiuti. La base operativa dell’attività illecita era l’impianto per il recupero di rifiuti tessili “Tesmapri spa” di Montemurlo. Tra gli arrestati figurano infatti gli imprenditori pratesi Aldo Ugolini e la figlia Federica, vertici dell’azienda, insieme ad altri due soci, al capo impianto e ad un autotrasportatore. Dalla Tesmapri venivano gestiti i flussi di stracci che, acquistati dai gestori della raccolta sul territorio – spesso realizzata anche da ignare associazioni no profit – venivano rivenduti a ditte che ne curavano la commercializzazione al dettaglio sul mercato dell’usato.
Gli stracci, per poter essere re-immessi sul mercato necessitano di operazioni di vaglio e cernita e di un processo di igenizzazione che aziende come la Tesmapri possono effettuare, ma la ditta montemurlese non rispettava le regole, non effettuando alcun trattamento, risparmiando sui costi di recupero e falsificando i documenti per simulare l’igenizzazione. In realtà gli stracci mai trattati arrivavano direttamente a ditte non autorizzate al trattamento dei rifiuti, soprattutto campane, ma anche slovacche, che li re-immettevano direttamente sul mercato, provvedendo a smaltire illecitamente quelli non utilizzabili addirittura bruciandoli in mezzo alla strada. Gli stracci venivano quindi rivenduti sulle bancarelle dei mercati rionali con grosso rischio per la salute dei cittadini, che acquistavano indumenti usati che non avevano ricevuto alcun trattamento igienizzante.
Il traffico peraltro usava indiscriminatamente anche gli indumenti che i cittadini donavano a scopo benefico. Gli stracci, acquistati a 10 centesimi al chilo, venivano rivenduti ai commercianti a 40 centesimi, con un giro d’affari annuale stimabile in decine di milioni di euro. L’impianto e i beni aziendali della Tesmapri sono stati posti sotto sequestro, insieme a 11 autocarri e tre auto che venivano usati per il trasporto degli stracci.

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Franco Mussida
Franco Mussida
10 anni fa

La diocesi di Savona , nel suo sito parla tanto bene della TESMAPRI Spa
E dice che grazie a loro viene svolta una attivita’ caritatevole non indifferente , che nella filiera occupa poi anche della gente (…..????) .

Fateglielo sapere che stanno buttando via della merce che viene riciclata dai campani , come da voi detto in questo articolo .