Lotta all’evasione fiscale, il Comune vara il Consiglio tributario

La giunta comunale ha approvato ieri una delibera per la costituzione del Consiglio tributario, organismo per il contrasto all’evasione fiscale, che sarà composto da 8 membri. Secondo la delibera, che approderà la prossima settimana in Consiglio comunale, l’organo consultivo in materia fiscale sarà composto da 8 membri e resterà in carica per cinque anni. Ne faranno parte il presidente, designato dal sindaco, il comandante della Polizia municipale, il dirigente comunale dei Servizi finanziari e 5 componenti eletti dal Consiglio comunale, di cui due indicati dall’opposizione, con adeguata competenza in materia guridico-amministrativa. Tra le incompatibilità  le cariche di parlamentare, consigliere regionale, provinciale e comunale.
Di fronte ai tagli delle risorse agli enti locali, il Comune di Prato punta quindi al recupero dell’evasione fiscale per reperire fondi da devolvere al sociale, alle opere pubbliche e al mantenimento della spesa per i servizi ai cittadini. Il Consiglio tributario municipale entrerà in funzione da subito e proseguirà il lavoro preparatorio compiuto nel corso dell’anno dal comitato speciale sul sommerso, presieduto dal consigliere Vittorio Lana. Il Consiglio tributario infatti non è una novità per l’Amministrazione comunale pratese, che precorrendo i tempi, già nel marzo dell’anno scorso aveva costituito una commissione speciale sull’evasione, formata da consiglieri della maggioranza che hanno lavorato al progetto senza percepire gettoni di presenza: ne hanno fatto parte Riccardo Bini (Fli), Alessandro Giugni (Pdl), Francesco Innaco (Pdl), Antonio Longo (Udc) e Emilio Paradiso (Lega nord).
Un’intuizione quella dell’Amministrazione comunale, confermata dagli indirizzi dati dalla manovra anticrisi, che assicura ai Comuni che hanno attuato questo percorso virtuoso il 100% del gettito dall’attività di accertamento dei tributi statali delle persone fisiche come incentivo della lotta all’evasione. In bilancio comunale confluiranno quindi presto i primi frutti dagli accertamenti eseguiti. Finora la legge per incentivare la lotta all’evasione assicurava a i Comuni una quota pari al 33 per cento dei tributi statali riscossi a titolo definitivo. Ma appunto la manovra Finanziaria ha portato quest’anno la quota al 100 per cento, destinando ai comuni l’intero gettito, a patto che entro la fine anno abbiano istituito il Consiglio tributario comunale: «Siamo molto soddisfatti che l’Amministrazione comunale abbia dato seguito alla nostra istanza per la costituzione del Consiglio Tributario – afferma Vittorio Lana – Il Comune di Prato è stato infatti il primo in Toscana e tra i primi in Italia a percorrere la strada virtuosa del federalismo fiscale, dando attuazione alle disposizioni nazionali sulla partecipazione dei Comune nell’accertamento fiscale. Lasciamo in dotazione al nuovo organo, contraddistinto da un alto profilo istituzionale, uno staff interno molto preparato composto da  cinque Uffici comunali che hanno dimostrato grande impegno e dedizione».
Grazie al lavoro di raccolta delle segnalazioni svolto dalla Commissione e di incrocio delle banche dati di Polizia municipale, Sori, Ced, Ufficio delle Attività economiche, Urbanistica e Servizi sociali, all’Agenzia delle Entrate sono state inviate nel 2010 133 segnalazioni qualificate, di cui 124 prese in carico. Per 12 di queste è scattato l’accertamento, per un totale di circa 300mila euro iscritti a ruolo. Quindi circa 100mila euro di questi, al momento dell’effettiva riscossione, spetterebbero al Comune. Nel 2011 le segnalazioni del Comune assunte dall’Agenzia delle Entrate sono state 157 su 177 e per 30 di queste sono in corso gli accertamenti.

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