Si rinnova il pranzo della vigilia organizzato per i poveri dall’assocazione La Pira: in 250 nella chiesa di San Bartolomeo – FOTO

Quasi 250 persone hanno varcato le porte della chiesa di San Bartolomeo per il consueto pranzo della vigilia organizzato dall’associazione La Pira, che ogni giorno gestisce la mensa dei poveri. Oltre al vescovo Franco Agostinelli, al presidente della Provincia Lamberto Gestri, ai rappresentanti del Comune e delle realtà sociali del territorio – come la Caritas e l’Emporio della solidarietà – tanti uomini e donne di tutte le età e le nazionalità hanno mangiato insieme e si sono fatti gli auguri. Un modo per donare uno scampolo di felicità agli invisibili, che ogni giorno lottano nella nostra città per sopravvivere alle difficoltà: “L’uomo non vive di solo pane – ha detto don Marco Natali, parroco di San Bartolomeo – ma di affetto, di rispetto, di dignità e di relazioni: questo pranzo vuole essere un modo non solo per riempire la pancia di queste persone, ma anche il loro cuore”.
“Come tutte le tradizioni vengono portate avanti perché sono belle – sono le parole di Elena Pieralli – presidente dell’associazione La Pira – e perché sono portate avanti dal sentimento e dal cuore. In particolare, questa tradizione è importante perché ci fa toccare con mano quella parte della città che è più in difficoltà. I numeri dei nostri ospiti, che ogni giorno vengono a mangiare alla mensa, sono in aumento: con queste iniziative facciamo sì che la città conosca quanto bisogno e quanta necessità c’è”. Un evento realizzato grazie ai tanti volontari che, oggi come ogni giorno, offrono il loro tempo per servire le centinaia di persone che si avvicinano al servizio dell’associazione. “La mia esperienza dura ormai da diversi anni – ci racconta Leonardo Favilli, uno dei tanti volontari presenti oggi – e devo dire che ricevo più che quello che concretamente do. Attraverso questa servizio si conosce davvero la realtà multietnica e disagiata della nostra città. Come ho fatto finora, continuerò a fare anche nei prossimi anni, anche perché i tanti volontari che con me lavorano ogni sono diventati degli amici, con i quali si riscopre ogni momento l’importanza dei valori che ci hanno portato a fare questa scelta”.

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