21 Febbraio 2014

Spaccata notturna al bar che chiude in anticipo per paura delle rapine: rubato l’incasso. Il titolare: “Qualcuno ci aiuti” / Video


A novembre alle telecamere di Tv Prato Ugo La Torre aveva raccontato la decisione di chiudere alle 16.30 perchè aveva paura di essere rapinato (Leggi l’articolo). La prudenza però non è bastata al titolare del bar Capecchi in via Giotto, dietro le Poste di via arcivescovo Martini. Stanotte, intorno all’una, i ladri con un mattone hanno mandato in frantumi la vetrata d’ingresso del locale e si sono subito diretti verso la cassa, rubando circa 200 euro in contanti e 500 euro di spiccioli. Poi si sono dati alla fuga, anche perchè nel frattempo era scattato l’allarme. Lo stesso La Torre e una volante della polizia si sono precipitati in via Giotto, ma ormai era troppo tardi. Per il titolare del bar oltre al furto resta pure la rabbia per i danni subìti. La vetrata andrà sostituita e la cassa aggiustata.
Questo è il terzo colpo in pochi giorni nelle vicinanze del centro. Il primo era stato quello al negozio Mauro Barbieri (Leggi l’articolo), poi quello all’Ottica Rosati (Leggi l’articolo).

Subscribe
Notificami
guest
3 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
IO
IO
8 anni fa

Siamo una città allo sbando più totale… ed il “bello” è che nessuno si adopera per fare nulla. Il governo cittadino, preposto a risolvere tali problemi, parla e basta, e di cosa poi? con quali RISULTATI? NESSUNO, come se a loro il destino di questa città non importasse. Tutti a Prato fanno quel che vogliono ormai, non c’è controllo, non c’è regola, è diventata una vera e propria terra di nessuno. Ma intanto si pensa alla pista dell’aeroporto, al museo Pecci e intanto si tralasciano quelli che sono i veri problemi della città… Dove andremo a finire…

baffino
baffino
8 anni fa

Ah, il Comune è l’ organo preposto a combattere la criminalità? Che studi tu hai fatto?
Magari può fare qualcosa…..ma non più di tanto.

IO
IO
8 anni fa

Caro baffino, gli studi che ho fatto mi portano a confermare, con cognizione di causa, che l’organo di riferimento in questi casi, è proprio quello comunale. Infatti se dal “tuo” caro sindaco, o meglio ancora dalla giunta intera, partisse qualche ordinanza particolare di restrizione, qualcosa cambierebbe…
Ah, ma dimenticavo, meglio spendere soldi e tempo in altre opere ben più importanti che occuparsi VERAMENTE di quelli che sono i problemi quotidiani della vita di ogni cittadino.