Le banche chiudono i rubinetti: – 11% dei finanziamenti a Prato secondo i dati Uip

I dati sull’andamento del credito a Prato fino a febbraio 2014 elaborati da Confindustria sugli ultimi dati resi disponibili da Banca d’Italia e dall’Istat continuano a registrare il credit-crunch in atto dal 2011.
La diminuzione tendenziale dei finanziamenti accordati all’intero settore produttivo a Prato ha toccato il -11,0%. Punte particolari di riduzione dell’accordato sono state raggiunte nel settore delle costruzioni e nelle piccole aziende.

Nei primi mesi del 2014, nella indagine sui parametri adottati dalle banche italiane per l’erogazione degli impieghi, si rileva che la percezione del rischio rimane significativa con una conseguente applicazione di criteri restrittivi nella concessione dei prestiti alle imprese, specialmente le meno strutturate. Benché si registri un progresso nelle valutazioni delle aziende sulle condizioni di accesso al credito, resta sensibilmente elevata, e superiore al livello del 2010, la quota di aziende che «non ottiene il credito richiesto».

Il mancato atteso ribasso dei tassi di interesse contraddistingue il quadro dell’economia italiana rispetto ad altri paesi europei e caratterizza soprattutto il credito a livello locale: nell’ultima parte del 2013 a Prato ed a Pistoia si è avuto un incremento dei tassi, per tutte le tipologie di operazioni, pari o superiore alla media italiana.
Nel rapporto tra sofferenze e impieghi, nonostante si sia registrato un incremento, la «posizione relativa» fra le province italiane per Prato non è cambiata in modo sostanziale, mentre il settore delle attività industriali pistoiesi si distingue in positivo nell’ultima parte del 2013 con un miglioramento della propria posizione relativa.

Il vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese Andrea Tempestini afferma:“Si è ancora in presenza di un circolo vizioso per cui le banche concedono prestiti alle imprese meno rischiose per loro, e difficilmente alle altre; d’altra parte molte aziende si trovano in condizioni di difficoltà finanziarie ma hanno anche necessità di credito per lavorare. Emerge che la liquidità delle banche è migliorata e si è aperta una fase di maggior disponibilità, ma bisogna lavorare insieme, banche e imprese, ricercando soluzioni di reciproco vantaggio per rompere questa spirale negativa e finanziare l’avvio della ripresa”.

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