Fallimento Sasch: chiesto il rinvio a giudizio per Cenni e altre 16 persone. L’ex sindaco: “Proverò la mia innocenza”

Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco Roberto Cenni e altre 16 persone nell’ambito del crac Sasch. E’ stata depositata dal sostituto procuratore Eligio Paolini, fino a pochi giorni fa in carica alla Procura pratese e ora trasferito a Firenze, che ha condotto le indagini. L’inchiesta, durata quasi 3 anni, ha preso il via dopo la richiesta di fallimento avanzata dalla Sasch nell’autunno del 2010. L’azienda chiuse oberata dai debiti. Tra le accuse mosse figurano la bancarotta fraudolenta impropria, ma anche la truffa aggravata alle banche. Per la Procura pratese i dirigenti dell’azienda avrebbero falsificato i bilanci per ritardare il fallimento della Sasch e delle tante società satellite, creando un danno ai creditori. Secondo l’accusa già dal 2007 i conti del gruppo sarebbero stati in rosso, ma gli amministratori avrebbero messo in piedi manovre finanziarie scorrette, gonfiando i bilanci e commettendo irregolarità contabili. La sola Sasch avrebbe accumulato debiti tra i 53 e i 92milioni di euro.  Oltre all’ex sindaco, tra gli indagati figurano anche il figlio Giacomo, i soci storici Gianluca, Giacomo e Giuseppe Giovannelli e i tanti amministratori delle società del gruppo, che saranno chiamati a processo. “Avrò modo di provare la mia verità” ha commentato l’ex sindaco Cenni, che si è detto fiducioso nell’operato della magistratura. “Dimostrerò nelle sedi preposte che certe tesi sostenute dai curatori del fallimento nei mesi scorsi non corrispondono al vero, perché per quarant’anni ho sempre svolto la mia attività di imprenditore in maniera corretta”.

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