Il prefetto chiede agli industriali di mettere a disposizione edifici in disuso per i profughi, Silli: “A Prato non c’è più posto”

Gli sbarchi continuano, il ministero chiede a Comuni e Province di trovare posto ai profughi così il prefetto di Prato ha chiesto collaborazione al presidente dell’Unione industriale pratese. Recependo la richiesta Cavicchi ha invitato gli iscritti all’associazione ad individuare immobili, edifici industriali e commerciali in disuso per accogliere i migranti. “Niente da eccepire riguardo all’operato di Cavicchi o di sua eccellenza il prefetto, del resto il prefetto recepisce un ordine del ministro dell’interno e del governo e giustamente le associazioni di categoria si rendono disponibili a collaborare. Deduco però che a breve arriveranno molti, moltissimi altri profughi da non sapere dove trovare delle sistemazioni – dice l’ex assessore all’integrazione Giorgio Silli – Non è questione di costi a carico del ministero o meglio non è solo questione di costi, è questione di presenze, di spazi, di saturazione della città – prosegue Silli – Il problema è che una volta finita l’emergenza tutti rimarranno sul nostro territorio e dal momento che il ministero non potrà più sopperire al loro sostentamento, in genere si parla di 6 mesi, questi dovranno arrangiarsi, con tutte le conseguenze del caso. Se il nostro governo non riesce minimamente a cavare un ragno da un buco con l’unione europea e se comunque chi approda sulle nostre coste dobbiamo tenercelo, almeno il sindaco e la giunta cerchino di prendere in mano la situazione – aggiunge Silli – Chiedano a gran voce, come abbiamo fatto più volte nello scorso mandato amministrativo, di inviare i profughi in altre province toscane e italiane. Province che possano metabolizzare le nuove presenze meglio di noi. Province con una densità di migranti più bassa di noi di almeno 10 volte. Qui non c’è più posto. Davvero – conclude Silli.

3 Commenti

  1. Forse se il Cavicchi si occupasse dell’Unione Industriale, visto che da quando c’è lui a presiederla non se ne sente più parlare, sarebbe meglio…

  2. tutti i cittadini si lamentano del degrado e qui’ si continua a fare orecchi da mercante.

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