26 Settembre 2014

Ospedale un anno dopo: ecco cosa non funziona


Il primo compleanno del nuovo ospedale Santo Stefano è stata anche l’occasione per fare il punto sulle criticità che attanagliano il nosocomio pratese: tempi lunghi di attesa al Pronto soccorso a causa dei numerosi accessi, carenza di posti letto e tariffe del parcheggio troppo “salate”. Durante la conferenza stampa di bilancio dell’attività dei primi dodici mesi, è stata la stessa Simona Carli, direttore sanitario, a dichiarare che il pronto soccorso di Prato si colloca al primo posto in Toscana per il numero di accessi registrati, che quest’anno sono arrivati a toccare quasi quota 90 mila. “Ciononostante i nostri indicatori valutati dal Mes della scuola Sant’Anna sono buoni – ha detto – tranne quelli che riguardano i tempi di attesa per i posti letto, ancora troppo lunghi. Per risolvere il problema stiamo cercando di migliorare l’organizzazione interna e al contempo, ci stiamo impegnando per trovare soluzioni extraospedaliere per i livelli di intensità che non hanno necessità di ricovero”. Riguardo ai posti letto, gran parte della risoluzione del problema dipenderà dal “Piano per Prato” totalmente dedicato al potenziamento del territorio per le cure intermedie. “Lavoreremo affinché il finanziamento di 3,5 milioni previsto si trasformi da impegno politico a fondi disponibili”, ha garantito il direttore generale Edoardo Majno. Come sottolineato da Carli, la natura del problema non è soltanto economica, ma anche sociale, vale a dire “bisognerà trovare risposte alla bassa intensità di cura”. “Per funzionare bene l’ospedale ha bisogno di 25 posti letti liberi giornalieri – ha spiegato – ma questo non è possibile finché ci sarà una parte di pazienti, un buon 10 per cento, che non vengono dimessi perché non c’è un tessuto sociale pronto ad accoglierli”. Da parte sua l’amministrazione comunale è impegnata a risolvere la questione del parcheggio con la società gestrice a cui intende fare una proposta che prevede: abbattimento del 50% dei costi, possibilità di fare abbonamenti giornalieri e frazionamento del costo orario. “Nel caso di esito negativo – ha detto Biffoni – andremo a individuare uno spazio per realizzare un parcheggio alternativo”.

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fredo
fredo
6 anni fa

Mi sono trovato mio malgrado a dover verificare e subire di persona tutte le carenze logistiche e sanitarie dell’ospedale di Prato, e posso garantire che è una cosa vergognosa e umiliante, e con grande rabbia auguro a tutti i responsabili di questa situazione di aver bisogno di un ricovero, cosi potranno rendersene conto personalmente (sempreché non ci siano corsie preferenziali per queste persone)

uomolota
uomolota
6 anni fa

io penso che sia uno tra gli ospedali più all’avanguardia a livello europeo.