Dopo il confronto con Biffoni Canovai resta presidente di Asm

Resta in sella, per ora, il presidente di Asm Alessandro Canovai, coinvolto in un’inchiesta della procura di Catania su un presunto traffico illecito di rifiuti. L’incontro chiarificatore tra il dirigente di Asm ed il sindaco, voluto dallo stesso primo cittadino, si è concluso con un nulla di fatto. Per il momento Canovai resta presidente di Asm, in attesa di sviluppi futuri. Il sindaco, appresa dalla stampa la notizia, aveva tuonato: “Il rapporto tra il Comune e il presidente di Asm è fiduciario, Canovai aveva il dovere di renderci noti i fatti, siamo assolutamente garantisti, ma qui è stato minato il rapporto di fiducia – aveva detto – in tanti incontri dall’insediamento di questa amministrazione a oggi Canovai non ci ha mai messo a corrente di questa o di altre inchieste. Era doveroso dare queste informazioni al Comune, soprattutto vista la gravità delle accuse della Procura che si riferiscono a traffico di rifiuti”. Secondo il sindaco sarebbe venuta meno, quindi, la fiducia alla base del rapporto. Anche per questa ragione Biffoni ha voluto parlare con Canovai. Il presidente di Asm si è scusato, ha ribadito di aver avvisato a suo tempo dell’inchiesta il sindaco Cenni, e non ritenendo di dover tornare sulla vicenda poiché la sua posizione nell’inchiesta sarebbe marginale. Canovai ha poi precisato che gli è stato notificato un avviso di chiusura indagini e a suo carico non esiste una richiesta di rinvio a giudizio. Il presidente non ha rassegnato le dimissioni, nè Biffoni gli ha chiesto di fare un passo indietro. Il sindaco si è però riservato di prendere ulteriori decisioni in futuro.

La vicenda ha scatenato le reazioni del mondo della politica.
Il presidente della commissione controllo e garanzia, Giorgio Silli, ha convocato Canovai a riferire nei prossimi giorni alla commissione sulla vicenda. Nel
frattempo Silli invita ad attendere gli esiti giudiziari: “Canovai è indagato, ma un’indagine non può essere considerata una sentenza passata in giudicato, perché
altrimenti si comincia di nuovo a parlare della macchina del fango che a destra come a sinistra ha rovinato persone poi risultate pulite. Fare la caccia all’indagato
non mi sembra giusto – ha aggiunto Silli – E’ giusto che alla scadenza delle nomine questa amministrazione metta uomini di sua fiducia, ma cercare la magagna per
accelerare i tempi mi sembra poco serio”.
Parole dure anche dal segretario provinciale dell’Udc, Giovanni Bambagioni, che parla di giustizialismo e tira in ballo sindaco, assessore e segretario del Pd. “Il
sindaco Biffoni, coadiuvato dal federale Bosi e dalla neofita assessore Faltoni, sta tentando di far dimettere il presidente Canovai – dice Bambagioni – Non
riuscendo a contestarne la gestione come presidente di ASM, stanno provando ad approffitare di una vicenda giudiziaria, ridicola, come tante altre – incalza
Bambagioni, che poi sferra l’affondo contro Biffoni sulla vicenda Consiag all’epoca in cui l’attuale sindaco era consigliere, senza tuttavia nominarlo. “Non si
riscontrò nessuno scandalo quando un consigliere comunale in carica agì in giudizio contro le decisioni della propria amministrazione per tutelare un’azienda
partecipata dallo stesso Comune – attacca il segretario dell’Udc, che conclude – Evidentemente l’ urgenza di nominare i soliti amici nelle partecipate offusca ogni
senso di rispetto, giustizia e garantismo”.
Duro anche l’intervento del consigliere di Prato libera e sicura, Aldo Milone: “Mi chiedo però perchè non c’è stata altrettanta sollevazione con i vertici del
Consiag-Estra che stanno per essere rinviati a giudizio per fatti ben più gravi” ha detto Milone

3 Commenti

  1. In quanto a “fiducia minata”, uno che in campagna elettorale è contro l’aeroporto e poi non più, e lo piglia contento di essere “al tavolo”… la fiducia della gente l’ha fatta proprio schiantare…

  2. una persona seria,in attesa del giudizio definitivo dovrebbe dimettersi.Ma in questo paese, alla fine.nessuno e’ colpevole…va’ia’va’ ia’ ……

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