28 Novembre 2014

Milone pronto ad organizzare una manifestazione per lanciare l’allarme sicurezza. Poi sfida Biffoni: “Si dimetta se non sa gestire la situazione”


L’ex assessore alla sicurezza, Aldo Milone, ora capogruppo in consiglio comunale di Prato Libera e Sicura è pronto ad organizzare una manifestazione in centro storico per richiamare l’attenzione del governo sull’escalation di furti, rapine e scippi che in questi giorni si sono verificati in città. L’idea di Milone è quella di organizzare l’evento per i primi giorni del 2015, ma nel frattempo non risparmia critiche al sindaco Biffoni, fino ad arrivare a chiederne le dimissioni. “O si muove – esclama l’ex assessore – oppure si dimetta cedendo la delega sulla sicurezza a qualcun altro”. “Non dico che sette mesi fa Prato fosse l’Eden – prosegue – ma ultimamente c’è stata una escalation di atti predatori. E sono in aumento i reati che non vengono denunciati. Un chiaro segnale di sfiducia verso le istituzioni da parte della cittadinanza. Mi chiedo dove è stato il sindaco in questi sei mesi? E perchè non vada a Roma a fare presente questa situazione attraverso l’associazione nazionale dei Comuni”.
Milone lancia poi l’allarme sulla presenza di nuove gang di giovani italiani e stranieri in centro e sulla specializzazione di alcune bande criminali che rischiano di fare peggiorare sempre più la situazione in città. “Biffoni chieda rinforzi e differenti provvedimenti legislativi. Non deve avere paura di urtare la sensibilità di Renzi. Serve una azione eclatante e Roma deve essere l’obiettivo”.

Stefano De Biase

Subscribe
Notificami
guest
7 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Centro studi Prato 2.0
Centro studi Prato 2.0
7 anni fa

Il centro studi prato 2.0 gruppoPrato sicura coordinato da salvo ardita ritiene che a Prato ci debbano essere : regole certe e condivise da far rispettare . Ma dobbiamo partire dai fatti : Il numero dei reati denunciati nel 2013 è di 14.791 con una variazione dello 0,4% rispetto al 2012. Per quanto riguarda i furti in casa è al ventesettesimo posto con 521 furti ogni 100mila abitanti con un importante aumento rispetto al 2012 del 12,7 per cento. I borseggi invece vedono Prato all’undicesimo posto con 390,9 borseggi ogni 100mila abitanti, in questo caso sono diminuti però del 7,5%. A far scalare la classifica tra le province con maggiore criminalità sono, nella città tessile, le rapine: 122,4 ogni 100mila abitanti con una diminuzione dell’8,8% e un “bel” quinto posto in classifica. In questa sezione prima di Prato ci sono solo Napoli, Milano, Catania e Palermo. Migliore la situazione dal punto di vista di truffe e frodi con un quarantetreesimo posto ma un aumento del 9,9%. Il gruppo Sicurezza prende spunto dall’esperienza maturata nell’ambito di una città (Prato), più volte indicata quale reale laboratorio per le tematiche in argomento e pertanto non si può non stigmatizzare l’attuale approccio dello Stato nei confronti degli interventi riservati alla sicurezza in generale e alla città; contestualmente occorre prendere atto di una illegalità diffusa e criticare i sistemi di contrasto perché innocui e quindi non utili alla cessazione delle illecite condotte. A tal proposito gli associati chiedono di conoscere analiticamente quali iniziative legislative sulla sicurezza siano state assunte dai rappresentanti eletti in Prato, oggi parlamentari, e quale progetto sia stato formalmente presentato al Governo e, in caso positivo, se esso sia mai stato discusso e/o approvato. si rileva e si ritiene – necessaria la revisione del “Patto per Prato” che dovrà includere la copertura finanziaria e le relative risorse umane per l’applicazione di un progetto articolato anche capace di contrastare il crimine organizzato, italiano e straniero, che in questa città, dagli anni ’80, ha trovato terreno fertile. A tal proposito gli associati si riservano di produrre, separatamente e in appresso, le ipotesi in aggiunta al richiamato protocollo d’intesa; – necessarie in via continuativa le attività di controllo per il contrasto delle illegalità nel settore economico ed altresì ritengono necessario concentrare gli sforzi sulle attività investigative onde frenare il recrudescente fenomeno criminale collaterale spesso produttore di documentazione falsa finalizzata alla facilitazione dell’esito dei controlli; – obsoleta la proposta di modificare la Questura di Prato in sede di gruppo “B” in virtù delle nuove strategiche modifiche costituzionali in ambito territoriale; a tal proposito occorre superare i livelli di interventi burocratici e programmare un serio e articolato progetto per la sicurezza di questa città; – grave il perpetuarsi di condotte criminali da parte di un gruppo di cittadini extracomunitari operanti in via Pier Cironi e zone limitrofe. Occorre modificare i metodi di intervento privilegiando l’indagine piuttosto che porre in essere stravaganti e inconcludenti servizi come quelli delle pattuglie con i militari. Il sinergico livello di contrasto dovrà essere individuato al tavolo dell’ordine e sicurezza pubblica territoriale, ambito nel quale l’amministrazione comunale dovrà farsi collettore delle richieste e promotrice di atti collaterali preparatori; – assolutamente inconsistente, dispendioso e controproducente l’utilizzo dei militari per il controllo del territorio che dovrebbe essere di esclusiva pertinenza di uff.li ed ag.di p.g. specializzati. Ai soli fini dell’effettuazione di tali e simili servizi, come detto al punto precedente, occorrerebbe stornare quanto previsto attualmente dalla legge di stabilità e destinarlo a copertura finanziaria per il “Patto per Prato”. Il relativo piano di intervento dovrà essere curato e organizzato da figure specializzate al tavolo della sicurezza presieduto dal Prefetto; – inconsistenti le modalità dei controlli effettuati presso le ditte di cui al piano di intervento triennale voluto dalle regione mentre appare necessario approfondire dette verifiche attraverso il coordinato incrocio delle attività ispettive; – assolutamente da contrastare l’abusivismo commerciale e dei parcheggiatori posto in essere da soggetti extracomunitari che solitamente stazionano nelle aree del centro storico adibite a parcheggi e nelle aree dei mercati rionali; – doveroso e prioritario il contrasto al gioco d’azzardo e l’intervento del Sindaco e del Consiglio Comunale perché si possa alzare la guardia nei confronti di tale fenomeno attraverso l’utilizzo di tutti gli strumenti necessari ivi comprese le proposte legislative e le ordinanze sindacali. Ciò al fine di far regredire il fenomeno della ludopatia che ha attecchito gravemente il tessuto sociale; – necessaria la sollecitazione, da parte del Sindaco, agli amministratori di condomini, nel segnalare all’ ASL e/o alle competenti autorità condotte di atipicità igienica non risolte sebbene precedute da naturale avviso ai soggetti interessati. Ciò al fine di evitare la crescita del degrado ed equilibrare i codici tradizionali di convivenza di cui si avverte fastidiosa rottura; – necessaria la ristrutturazione del servizio della polizia municipale attraverso l’articolata presenza del “vigile di quartiere o di zona” che non risponda a criteri burocratici di dislocazione ma che possa garantire un esaustivo servizio di prossimità. – Necessaria ed urgente, per la sicurezza ambientale, la ricognizione e relativa bonifica di luoghi pubblici ove staziona materiale tossico, tipo amianto ecc… Si fa riserva di approfondire e produrre relativa ulteriore documentazione propositiva sulle tematiche in argomento. Inoltre sulla giustizia: Il tribunale rischia la paralisi totale. Il problema è il personale amministrativo. La pianta organica indica 64 unità. In realtà sono 47 E ben 11 persone hanno trovato posto altrove grazie alla mobilità e da gennaio non ci saranno più. Nessuno però è voluto venire a Prato: i tre posti messi a disposizione attraverso l’interpello generale nazionale sono rimasti vuoti. Con una semplice sottrazione arriviamo al tragico risultato: dal nuovo anno gli amministrativi in servizio saranno solo 35 contro i 64 indicati dalla pianta organica. Significa che manca ben 45% del totale. Tradotto in pratica significa paralisi. Così non c’e possibilità di garantire l’assistenza alle udienze penali perchè dietro ad un processo non ci sono solo i giudici. Mancano i soldi per gli straordinari e i riposi compensativi sono anche peggio perchè significa fare a meno del personale per uno o due giorni. Il tribunale è poi fuori anche dal bando per il servizio civile. Tutto questo a fronte di un super lavoro della Procura. Due velocità diverse all’interno dello stesso palazzo di giustizia. Inoltre c’è il problema dell’enormità di pendenze contro ignoti e va ricordato che oltre la metà degli indagati è rappresentata da stranieri: nel 2013 su 9367 indagati 4883 sono stranieri, nei primi sei mesi del 2014 su 4341 indagati 2410 sono stranieri.

Il pratesaccio
Il pratesaccio
7 anni fa

Grande miLone,e dato che ci sei rincordagli della pista parallela;il 40 per cento dei pratesi non la vogliono,non si può “obbligarli” anche a questi di prendere sopra la testa i boing 747.

Io
Io
7 anni fa

…bla bla bla…..

Come
Come
7 anni fa

Ma che coraggio ha di parlare lui che in 5 anni ci ha ridotto così Prato! Il Pratesaccio ma da quale cappello magico hai tirato fuori le percentuali di chi vuole e chi no l’aereoporto??? Io lo voglio

Come
Come
7 anni fa

Vorrei organizzare una manifestazione anche io ma ho paura che ne vorrebbero poco perché i requisiti sono: essere obiettivi

il pratesaccio
il pratesaccio
7 anni fa

se lo vuoi allora,trasferisciti a firenze,se sei uno di quelli che crede nei 2.245.786 posti di lavoro,ebbene ricordati che “prima” ci sono i cittadini di firenze.svegliati caro amico,non e’ tutto oro quello che luccica.

Come
Come
7 anni fa

Come credi ma Maria per te e non tirare fuori percentuali inventate