Prato non dona più sangue: diminuzione del 10%. La provincia è quella che in Toscana dona meno

C’è crisi e c’è crisi di solidarietà. Lo attesta la drastica diminuzione, che segue un trend ormai consolidato, delle donazioni di sangue a Prato. I dati, estrapolati da un’analisi condotta a livello regionale, sono del CRS – Centro Regionale Sangue, che ha fatto il bilancio in occasione del convegno organizzato ad Arezzo dal titolo “Sicuri di donare” promosso insieme alle associazioni Anpas, Avis e Fratres.
A Prato, nei primi cinque mesi del 2015, le donazioni sono calate del 10% rispetto allo stesso periodo del 2014. Dato negativo e assai vicino (-9,5%) anche per la donazione del plasma. A vivere una situazione analoga a quella pratese sono Pisa, Siena e il circondario di Empoli. Soltanto a Massa e provincia le donazioni appaiono in crescita.
Prato è all’ultimo posto in Toscana anche per quanto riguarda il numero dei donatori: 59,61 ogni mille abitanti, quando Massa e Arezzo raggiungono punte che superano il 90 per mille.
Il Centro Regionale Sangue, che terrà domani il suo convegno, lancia l’allarme: «decise azioni di recupero vanno messe in atto ad Empoli (65.72)Pistoia (62.81) Firenze (61.87) e Prato (59.61)».
Vedremo quali decisioni verranno prese, dopo il convegno di domani. «Faremo il punto sul lavoro svolto negli ultimi mesi – spiega Valentina Molese, direttrice del CRS – Quest’anno è stato cruciale per accreditare tutto il sistema trasfusionale e le sue 14 unità di raccolta, ottenendo ottimi risultati  in termini di sicurezza sia per il paziente che per il donatore.  Considerando  il quadro nazionale siamo soddisfatti anche per ciò che concerne il numero di donazioni anche se purtroppo il trend continua ad essere negativo. L’occasione di domani vuole essere un appello a tutti i potenziali donatori, soprattutto i nostri giovani, a chi in passato ha già donato e che può ancora dare un contributo e a chi già lo fa regolarmente, di aiutarci nell’aumentare il numero di donazioni. Siamo tutti consci del fatto che in futuro il fabbisogno aumenterà per tutti i pazienti cronici e che il sangue non è sostituibile con nessuna terapia e neppure si può comprare. In particolare – conclude Molese – vogliamo porre l’attenzione sul valore della donazione del plasma, da cui ricaviamo farmaci (immunoglobuline, fattori della coagulazione), in grado di aiutare ogni giorno per tutta la vita numerosissimi pazienti affetti da gravi patologie. La donazione di plasma è possibile anche nei casi in cui la donazione di sangue è controindicata a causa di lieve anemia, come spesso succede alle donne, che attendiamo numerose nei nostri servizi trasfusionali. Rinnoviamo l’invito ad aiutarci a curare, un aiuto che si trasforma in un gesto valoroso che costa solo poco tempo».

2 Commenti

  1. C’è da ringraziare i nostri capoccioni in regione che hanno praticamente vietato la raccolta del sangue la domenica presso le sedi del volontariato. Mettono i bastoni tra le ruote alle persone di buona volontà.

  2. Molto grazie allo spostamento al nuovo ospedale. Meno spazio dedicato.scomodo per arrivare ecc E anche per la soppressione della raccolta mobile. E saranno sempre meno le persone che doneranno!

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