10 Ottobre 2015

“No ai varchi elettronici”. I negozianti del centro chiedono al Comune di togliere le telecamere e di rendere gratuita la prima ora di sosta nei parcheggi


No ai varchi elettronici in centro storico, “l’Amministrazione si affranchi il prima possibile da questa scelta sbagliata e sostituisca le telecamere con un altro sistema di tutela della ztl”. Lo scrivono in una nota congiunta Confcommercio, Ali e il Consorzio Centro Storico Prato C’è. Le tre associazioni si fanno portavoce dei disagi dei negozianti del centro e lamentano che “negli ultimi tre mesi, dall’introduzione dei varchi elettronici, si è notato un calo delle presenze”. Nel comunicato inoltre si risponde per le rime all’accusa mossa alcuni giorni fa dall’assessore Filippo Alessi che alle lamentele da parte dei commercianti per il calo di affari dopo l’entrata in funzione degli occhi elettronici aveva detto: “significa ammettere che quelle vendite erano legate ad un’infrazione. Proprio un brutto messaggio” (leggi l’articolo). “Non possiamo credere che l’Amministrazione comunale reputi che i commercianti abbiano, tra mille difficoltà, svolto il loro lavoro lucrando sulle irregolarità (peraltro evidentemente tollerate per anni) degli ingressi – scrivono le tre associazioni – non è certo perchè centinaia di pratesi eludevano i divieti di accesso all’Apu che meno persone vengono in centro ultimamente, ma per il timore di vedersi sanzionati incappando involontariamente in una telecamera”.

Confcommercio, Ali e Consorzio Centro Storico invece ribadiscono che “le telecamere rappresentano il metodo peggiore di tutelare una zona pedonale e, da alcuni mesi prima della loro attivazione, abbiamo chiesto che venisse installata, contestualmente ai varchi, un’idonea segnaletica per avvisare i cittadini della loro presenza”. Forte anche la contrarietà al varco posto in via Tintori, “che deve essere riaperta al traffico autoveicolare quanto prima, essendo possibile spostare le telecamere su via Santo Stefano ed utilizzando quella erroneamente installa in via Carbonaia, in via Mazzini”.

Nella speranza di un ripensamento, le associazioni lanciano alcune proposte: la comunicazione delle sanzioni deve essere celere in modo che chi contravviene inavvertitamente in maniera ripetuta possa essere avvertito. Gli errori materiali dimostrabili nella comunicazione delle targhe devono essere considerati causa immediata di annullamento della sanzione. “Purtroppo cominciano ed essere molte le vittime di questo sistema: residenti, commercianti, clienti e turisti”, affermano ancora le tre sigle.

Nella nota si parla anche della gestione dei parcheggi, considerati fondamentali per garantire un aumento delle presenze in centro. La proposta principale è quella di introdurre un periodo di sosta gratuita nei parcheggi adiacenti e interni alle mura, identificabile nella prima ora di sosta. Ecco altre quattro proposte in proposito: Installazione della sbarra nel parcheggio di Piazza Mercatale, onde consentire all’utenza di pagare per il tempo effettivo di sosta, senza timore di vedersi comminata una sanzione per essersi trattenuti oltre il tempo indicato dal tagliando rilasciato dai parchimetri, nonché per eliminare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi; Realizzazione del camminamento illuminato da via del Serraglio verso il Parcheggio di Piazza del Mercato Nuovo, nonché invito delle forze dell’ordine ad effettuare maggiori controlli al fine di garantire la sicurezza nel suddetto parcheggio e nelle zone limitrofe. Adeguata segnalazione, per chi venga da fuori città, dell’ubicazione del parcheggio del Serraglio e degli ingressi dello stesso. Trasformazione di tutti i parcheggi oggi riservati ai soli residenti (es. San Domenico, Via Convenevole, Via del Seminario) in parcheggio promiscui, che possano cioè essere usati da chi viene in centro.

Infine si chiede il potenziamento del trasporto pubblico e la richiesta di istituire nei giorni feriali un servizio di bus navetta che colleghi le piazze principali con i principali parcheggi esterni alle mura.

 Clicca qui per leggere il comunicato di Confcommercio, Ali e Consorzio Prato C’è

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Massimo Tempesti
Massimo Tempesti
6 anni fa

All’amministrazione si imputi, piuttosto, il non esigere maggiori controlli da parte delle autorità preposte in merito alle cattive frequentazioni del centro storico.
Ritengo che ,invece, un centro finalmente libero da moto e auto sia in effetti l’unico modo per far ritornare il cittadino a vivere questa parte di Prato.
Molti commercianti non riescono a vedere oltre il proprio naso, e vedono anche male.
Non imprenditori di se, vecchi bottegai, questo sono.

MT

Pisolo
Pisolo
6 anni fa

Caro Tempesti, che sei un sedicente illuminato e vedi oltre gli orizzonti ristretti di desueti bottegai , mi piacerebbe vederti alle prese con la gestione di un esercizio commerciale in centro, assediato dagli onerosi balzelli e dalla scarsezza degli acquirenti, forse ti passerebbe la voglia di pontificare e di offrire ricette economiche tanto moderne quanto risolutive.A proposito , concretamente, quale sarebbe la scelta da fare da parte dei commercianti pratesi per spogliarsi dal ruolo di stantii bottegai e rivestirsi del moderno abito di efficienti businessman ? Indicala in termini concreti e non a discorsi astratti ed i commercianti pratesi ti ringrazieranno per la stella polare e la splendente luce che gli avrai acceso.

Massimo Tempesti
Massimo Tempesti
6 anni fa

Caro Pisolo
Ogni tanto mi capita di viaggiare, anzi, direi spesso, purtroppo solo per lavoro.
In qualunque nazione europea all’approssimarsi dei centri storici si hanno chiare indicazioni di dove parcheggiare e di quanti posti siano ancora disponibili.
Altrettanto chiare sono le indicazioni per usufruire dei mezzi pubblici per giungere ancor più vicino al ” core ” della città.
Le zone pedonali lo sono tout court: non si transita con veicoli a motore se non si è muniti di autorizzazione.
Le strade sono pulite, sia per quanto attiene ai rifiuti gettati dai maleducati che per quanto riguarda frequentazioni poco edificanti.
La richiesta di chiudere un occhio sugli accessi, oltre ad essere estremamente ” italiana ” ( nel senso di: viva i furbi-chi se ne importa delle leggi- aggiriamo i regolamenti ) è controproducente: non vengo in centro , non vengo a comprare in centro se e perché parcheggio sotto il negozio, ci vengo perché ho un’offerta diversa rispetto al centro commerciale.
Come fare? Fatto notare che la contingenza storica non spinge all’acquisto diretto ( crisi economica, sedimentazione dell’acquisto on-line ) avessi un’attività punterei su qualità, competenze e diversificazione.
Il nostro centro, dove venivano da Firenze e Bologna al sabato per fare acquisti, ma Ve lo ricordate? Che negozi! Che bella gente, allora…! Adesso, chincaglieria, negozietti di abbigliamento dozzinale…uno uguale a l’altro…son cambiate le condizioni, ma son cambiati anche i negozianti, secondo me.
Grazie al cielo molti giovani hanno investito con coraggio nel settore della ristorazione, e i risultati si stanno vedendo…
Cos’altro farei? Fossi assessore promuoverei la possibilità di reali sgravi fiscali per le attività del centro…fossi il questore parlerei con i miei uomini per convincere qualche simpatico scavezzacollo che al suo paese non ci stava proprio male e che se continua a ubriacarsi, spacciare, rompere le scatoline, beh…potrebbe anche inciampare e ritrovarsi con il casino rotto…fossi l’assessore alla cultura non farei passare un fine settimana senza una mostra, un vernissage…con due teatri come abbiamo cercherei di metter su un cartellone di grido….spingerei le associazioni sportive a portare i ragazzi in strada…
Vede, Pisolo: il primo step è PORTARE la gente; poi, comprano, spendono, ma intanto vanno fatti venire…
Ultimo e mi riallaccio al discorso degli sgravi, insomma, tanto per rimanere su cose pratiche scrie: meno burocrazia e meno burocratese, pratiche snelle, operazioni chiare….
Tutto qua

MT

P.S. Mi creda, in ogni caso qualche neretto ( è ” politically correct ” ? ) in meno nei parcheggi, qualche operoso nordafricano che capisca che prima o poi tanta violenza possa ritorcersi contro, e già si respirerebbe meglio…

pisolo
pisolo
6 anni fa

Vede Tempestini, quando a Prato c’erano quei negozi in centro che attiravano clienti da Firenze e Bologna non c’erano i Gigli e gli altri centri commerciali, ora che ci sono i Gigli e la grande distribuzione ha preso campo non ci sono piu’ esercizi commerciali che attraggono. Le dice nulla questa constatazione? O pensa che i commercianti degli anni passati fossero piu’ aperti , lungimiranti ed intraprendenti di quelli odierni? Io penso assolutamente di no; penso invece che in quegli anni fosse molto piu’ facile gestire attivita’ commerciali in primis perchè c’erano piu’ soldi e meno tasse in secondo luogo perchè i negozi del centro non avevano la concorrenza della grande distribuzione. Pullulano i negozietti di chincaglieria perchè le grandi marche si sono accasate ai Gigli. Quindi un commerciante che cosa deve fare?Deve attaccarsi alle funi del cielo perchè altro non puo’ sperare vista la concorrenzialita’ nei prezzi. Lei indica delle soluzioni in scelte che la pubblica amministrazione dovrebbe fare, intanto certe scelte possono essere sollecitate e non necessariamente accolte , ma quandanche fossero accolte i problemi di fondo rimangono. Perchè dovrei acquistare un oggetto in centro quando andando in un centro commerciale posso acquistare la stessa cosa a minor prezzo potendo anche farmi i capelli od andare dal dentista o dall’estetista?Il fatto è caro Tempestini che per cerare qusta situazione c’è stata una scelta di fondo, ovvero quella di favorie il grosso capitale a scapito del piccolo imprenditore commerciale, ma la cosa che fa rabbia e che a destra e a manca anche da parte di coloro che hanno pilotato questa scelta di fondo è tutto uno stracciarsi le vesti per la decadenza dl centro e un propore soluzioni per rivitalizzarlo. Ma se farlo morire è stata una scelta immolata sull’altare del dio quattrino perchè si fa finta di scandalizzarsi? Cosa debbono fare i commercianti se non attaccarsi a piccole opportunita’ che possono apparire ottuse ma che danno la possibilita’ o almeno l’illusione di salvare i propri esercizi? Il discorso ddella ristorazione puo’ avere un senso ( anche se bisogna rilevare che è tutto un aprire e chiudere locali) ma il resto?

Ariel
Ariel
6 anni fa

Premetto che sono un’amante del centro storico di Prato, e preferisco di gran lunga farmi quattro passi all’aria aperta tra i negozi pratesi piuttosto che chiudermi ai Gigli, dove oltretutto non riesco più a trovare qualcosa di interessante, in quanto la qualità in gran parte dei negozi è scadente, nonostante i marchi.
Il problema è che in centro i parcheggi sono effettivamente cari, e uno deve fare le corse per paura di incappare nelle multe (dato che gli ausiliari sono lì pronti dietro l’angolo con l’orologio in mano).
Però, la parte peggiore è senz’altro quella serale: ieri verso le 22 per l’appunto stavo girando per piazza Mercatale in cerca di un parcheggio, e c’erano dozzine, sottolineo DOZZINE di neretti-parcheggiatori-abusivi che si sbracciavano per indicare parcheggi liberi: dove c’era un posto libero c’era un neretto, in CIASCUN posto libero, quindi non c’era scampo, ovunque lasciavi l’auto ti toccava sorbirti la presenza fastidiosa di chi ti chiede l’elemosina (con il rischio, se non gliela fai, di ritrovarti uno spregio all’auto!!!).
Invece se si prova a posteggiare più distante, in strade secondarie, non ci sono parcheggiatori ma non si sa che facce tu possa incontrare (in quanto donna, un po’ di paura ce l’ho).
Ma NESSUNO sta facendo qualcosa?!?!
Sta diventando davvero pesante questa situazione, sempre PEGGIO!!! E mi sembra che prima di pensare alle “telecamere” ci sarebbe da dare una bella ripulita…
Siamo veramente STUFI!!!!