Un’officina in carcere per insegnare ai detenuti a riparare macchine agricole: è il progetto di Acli e gruppo Barnaba

Un’officina meccanica all’interno del carcere de La Dogaia per insegnare un mestiere ai detenuti: è il progetto “Un mestiere per la libertà” – che partirà da settembre – realizzato dal Patronato Acli di Prato in collaborazione con il gruppo Barnaba, per promuovere un percorso di inserimento grazie a nuove capacità lavorative. L’iniziativa è sostenuta dalla casa circondariale e dal Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Prato, che individueranno e selezioneranno i partecipanti ai percorsi formativi: l’officina sarà infatti la sede del corso della durata di 158 ore, che mira all’apprendimento di conoscenze e competenze relative alla figura professionale di addetto alla riparazione di macchine agricole e alla costruzione di parti meccaniche. La formazione sarà prettamente pratica (anche se sedici ore sono dedicate all’apprendimento teorico) e sarà rivolta a dieci/quindici detenuti che devono scontare una media e una lunga pena: soggetti che hanno già svolto attività lavorative affini alla meccanica o che comunque dimostrino interesse e attitudine per questo tipo di attività. I tutor che seguiranno gli utenti della casa circondariale sono volontari del gruppo Barnaba, che metteranno gratuitamente a disposizione le loro competenze professionali in favore dei detenuti. L’officina è realizzata con il contributo di 38mila euro erogato dalla fondazione Marchi di Firenze. Un’opportunità non soltanto di formazione: l’idea è quella di realizzare una cooperativa in cui poi i detenuti possano lavorare alle riparazioni meccaniche.

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