Abolita la tassa aggiuntiva sui permessi di soggiorno. Il Tar del Lazio da ragione a Cgil e patronato Inca VIDEO

Niente più tassa aggiuntiva sui rilasci e i rinnovi dei permessi di soggiorno per cittadini stranieri, introdotta dal governo Berlusconi nel 2012. Dopo quattro anni di attesa, e dopo il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, anche il il Tar del Lazio ha dato ragione a Cgil e Inca che, già nel 2012, avevano proposto un ricorso contro l’esosa norma che imponeva un contributo extra, che variava da 80 a 200 euro a persona, sui permessi di soggiorno. Questa sentenza ha valore immediato, pertanto già da ora le competenti autorità dovranno cancellare la sovrattassa introdotta dal governo Berlusconi e riportare le cose alla situazione antecedente.

Questo per i permessi che si dovranno rinnovare da ora in poi. Per quanto riguarda il periodo antecedente invece, pur in presenza di una illegittimità dichiarata dalla Corte di Giustizia Europea, che ha carattere prescrittivo per la legislazione nazionale, non c’è nessuna norma che in Italia prenda atto della nuova situazione.

Per questo la Cgil e il patronato Inca di Prato hanno aperto da febbraio uno sportello, un servizio che propone un ricorso, con richiesta di rimborso, rispetto alla tassa già illegittimamente pagata. Lo sportello, che si trova al terzo piano della sede di piazza Mercatale, è aperto il martedì dalle 15 alle 18, il sabato dalle 9 alle 11:30 e per le badanti il giovedì dalle 15 alle 18. Ad oggi sono già stati presentati 185 ricorsi di cittadini extracomunitari, di 20 nazionalità. Fra questi il 22% sono albanesi e nigeriani, poi bengalesi e marocchini e altre nazionalità.

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