Accoglienza profughi, i sindaci rispondono all’appello del prefetto per trovare nuove strutture: l’obbiettivo è evitare le tendopoli

Per ora sono state evitate la sistemazione d’emergenza in un capannone e l’ipotesi tendopoli, ma mai come in questo fine settimana il sistema di accoglienza dei profughi a Prato e provincia ha rischiato di entrare in crisi. Gli sbarchi eccezionali delle ultime ore – 12 mila in appena tre giorni – hanno spinto il Governo ad imporre a ciascuna Prefettura italiana di trovare 70 nuovi posti. A Prato le strutture erano già al limite e così il prefetto, acquisita la disponibilità dei privati, venerdi sera ha fatto collocare delle brandine in un capannone di Montemurlo al piano terra di un edificio che già ospita altri richiedenti asilo. Secca la reazione contraria del sindaco Mauro Lorenzini che ha sottolineato le carenze della struttura, priva di bagni, e ha addirittura evocato l’intervento della polizia municipale. Alla fine, sono arrivate solo una quarantina di persone, e non le 70 previste: una ventina di profughi eritrei si sono allontanati da subito e gli altri 22 rimasti a Prato sono stati distribuiti in strutture già utilizzate per l’accoglienza, portando a 539 il conto delle presenze.

I bandi per trovare nuovi alloggi pubblicati dalla Prefettura sono andati deserti e i comuni pratesi, tutti impegnati nell’accoglienza, hanno praticamente esaurito le loro possibilità.
Per questo stamani sono stati effettuati dei sopralluoghi per valutare l’ipotesi tendopoli, scartata dal sindaco Biffoni e ritenuta l’ultima ratio dallo stesso Prefetto, che ha dato mandato a vigili del fuoco e Asl di effettuare i sopralluoghi al capannone di Montemurlo per verificare l’agibilità a fronte di una situazione di emergenza.
La strada che si cercherà di praticare, emersa dopo un confronto di tre ore in Prefettura al quale hanno partecipato i sindaci pratesi, è però un’altra: “Tutti i sindaci mi hanno assicurato di trovare altri posti sui loro territori per l’accoglienza ordinaria dei richiedenti asilo – ha sintetizzato il prefetto Maria Laura Simonetti -. Potremmo così liberare una struttura attualmente utilizzata, e riservarla ai soli casi di emergenza, come quelli che abbiamo vissuto in queste ore”. Si tratta di una struttura da una trentina di posti a Prato, non quella di Santa Caterina, che peraltro giorni dovrà essere oggetto di un intervento di ristrutturazione delle fosse biologiche e di sanificazione, necessaria per debellare il principio di un focolaio di parassiti, le cosiddette «cimici dei letti», in modo da evitarne il diffondersi all’interno della ex scuola. I 94 migranti sono stati dunque trasferiti a Villa del Palco, dove resteranno per dieci giorni.

Domani, intanto il sindaco Matteo Biffoni, nelle vesti di presidente Anci Toscana e responsabile nazionale immigrazione Anci, assieme all’assessore regionale Bugli si batterà per ottenere un riequilibrio negli sforzi di accoglienza. “Chiederemo alla Prefettura di Firenze, che ha un ruolo di coordinamento a livello regionale, di dare indicazioni non più eludibili verso quei comuni che non fanno accoglienza. In Toscana prima erano 125 e adesso sono scesi a 70 ma tutti devono fare la loro parte. Altrimenti le Prefetture possono esercitare i poteri per requisire delle aree”.
A Prato non ci sono strutture pubbliche da adibire all’accoglienza. Qualche altro posto, in convenzione con privati, dovrebbe rendersi libero nelle prossime settimane: attorno al 5 giugno, dopo la conclusione dei lavori, saranno ad esempio disponibili una decina di letti a Poggio a Caiano.
Il riequilibrio dell’accoglienza a livello regionale (a Prato e provincia viene chiesto di coprire il 6,7% delle presenze in Toscana) potrebbe alleggerire leggermente la pressione, ma in caso di aumento degli sbarchi in concomitanza con la stagione estiva, e in assenza di una gestione diversa a livello nazionale, l’opzione delle tendopoli potrebbe tornare in campo. Quando? “Qualora non si realizzi il progetto concordato stasera di raccogliere un numero di posti tale che ci consenta di svuotare uno dei centri attualmente utilizzati” risponde il prefetto Maria Laura Simonetti, la quale tra una settimana coinvolgerà nuovamente i sindaci per avere delle risposte.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*