Colpo di scena al processo, imputato per droga scrive al giudice: “In carcere ho ascoltato rivelazioni sull’omicidio di una donna”

Colpo di scena durante il processo ai danni di uno spacciatore marocchino di 55 anni. L’uomo, arrestato tre settimane fa dai carabinieri a Galceti perchè trovato in possesso di 50 grammi di droga, ha consegnato al giudice D’Addario una busta con una lettera scritta di proprio pugno durante la detenzione al carcere della Dogaia. Il 55 enne ha dichiarato di aver ascoltato la conversazione tra altri due connazionali, detenuti, in cui si faceva riferimento all’omicidio di una donna, forse di nazionalità austriaca. Non è chiaro a quale fatto di cronaca si riferissero i carcerati, ma l’imputato ha anche fatto un disegno per spiegare da quale cella avrebbe carpito le informazioni. Il giudice D’Addario ha trasmesso gli atti al pubblico ministero per le indagini del caso. La mossa dell’imputato ha sorpreso lo stesso avvocato difensore, Giuseppe Nicolosi, che non era stato messo al corrente dell’iniziativa. “Volevo farlo sapere direttamente al giudice” ha detto l’uomo che sarà processato con rito abbreviato, condizionato alla perizia sull’analisi quantitativa e qualitativa della droga che gli è stata sequestrata. Il processo è stato aggiornato al prossimo 14 giugno per il conferimento della perizia.
L’imputato aveva già fatto parlare di sé dopo l’arresto quando chiese al giudice di essere rimesso in libertà. “Spaccio perchè devo mantenere mio figlio all’università”, disse, senza riuscire ad evitare il carcere.

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