La Fratres premia i soci più attivi e ricorda: fino a 70 anni tutti possono donare

Grande successo per la Festa del donatore promossa dal Fruppo Fratres di Prato. Un’occasione importante per premiare coloro che, nella loro “carriera”, hanno raggiunto il traguardo delle 25, 50 e 75 donazioni di sangue e plasma. Una trentina di donatori ieri pomeriggio hanno ricevuto il riconoscimento speciale dal presidente provinciale della Fratres Alessandro Gavagni. Il premio per 75 donazioni è stato consegnato a Tiziano Guasti della sezione Prato Centro.

“Donare sangue è importante, oggi più che mai. A Prato, città dove sono presenti oltre 100 etnie, c’è necessità di avere sempre più sangue – ha commentato Gavagni -. E’ necessario insegnare la donazione e far capire a tutti che donare fa bene. Donare sangue o plasma vuol dire dare speranza di vita a persone che ad un certo punto della loro vita si trovano ad un bivio. In occasione della nostra tradizionale festa abbiamo quindi voluto ringraziare, consegnando un piccolo riconoscimento, tutte le persone che si adoperano per compiere azioni importanti come la donazione”.

A Prato le donazioni di globuli rossi nel 2015 sono state poco meno di 9 mila mentre quelle di plasma sono state circa 2 mila. Si è registrato un lieve calo, pari a circa il 3%, rispetto al 2014 in linea con il dato regionale.

La festa del donatore, iniziata la mattina con la terza edizione della “Pedalata del cuore” organizzata dal Gruppo Sportivo della Fratres e poi proseguita nel pomeriggio con la messa per gli associati, le premiazioni e una cena comunitaria, è stata anche l’occasione per fare il punto sulla nuova normativa entrata in vigore da gennaio.

Tra le novità, un innalzamento dell’età: a differenza di prima è possibile donare fino a 70 anni, gli ultra sessantacinquenni dovranno però, oltre ai controlli di routine, sottoporsi ad un elettrocardiogramma. Altra novità riguarda l’introduzione di un controllo in più per il virus Chagas. Chi è nativo, ha un genitore o ha soggiornato in America centrale o nel sud America, dovrà sottoporsi, oltre ai tradizionali esami richiesti per la donazione, ad un nuovo test, che potrà essere effettuato all’ospedale o ai centri di raccolta fissi Fratres. Viene richiesto inoltre un controllo per la malaria: coloro che hanno soggiornato nell’ultimo anno in paesi a rischio malaria potranno donare il plasma dopo sei mesi dal rientro in Italia, mentre il sangue intero dopo un anno.

E’ possibile donare il sangue al Centro di Medicina trasfusionale e Immunoematologia Usl Toscana Centro del Nuovo Ospedale Santo Stefano e nei tre punti del Gruppo Fratres nelle sedi della Misericordia di via Galcianese, di Poggio a Caiano e di Montemurlo.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*