Rapine violente al Centro-Nord, arrestata banda cinese: il covo dei malviventi era a Prato. Vittime, connazionali benestanti

Colpivano connazionali benestanti, usando la forza e non risparmiando neppure donne e bambini. La loro base operativa era a Prato, ma si spostavano con agilità, mettendo a segno rapine in diverse zone del Centro-Nord Italia. Sono finiti così in manette quattro componenti di una banda criminale cinese, arrestati dai Carabinieri, durante l’operazione denominata “Arancia Meccanica”, perché ritenuti responsabili di almeno una decina di episodi. Vittime, sempre cittadini abbienti: residenti e commercianti, facili prede per i malviventi senza scrupoli, che non esitavano a inviare foto dei colpi e articoli italiani di stampa ai parenti in Cina, tutto affinché i familiari lodassero le loro gesta ritenute “eroiche”.

Secondo le ricostruzioni dei militari della stazione di San Polo d’Enza, nel Reggiano, il gruppo prendeva di mira i connazionali, che venivano aggrediti, sequestrati – anche per diverse ore – sotto la minaccia delle armi, sino a quando non consegnavano tutti i loro averi. Per convincerli a consegnare tutti i soldi e i gioielli posseduti, i rapinatori usavano dure violenze e minacce, anche nei confronti di donne e bambini, ‘preferiti’ perché deboli e indifesi. Il valore complessivo dei colpi ammonta a oltre 250mila euro, tra contanti, preziosi e telefoni cellulari. 

L’indagine è scattata nel settembre del 2015, dopo una rapina efferata, con sequestro di persona, ai danni del proprietario di un bar a San Polo d’Enza. Sorpreso nel cuore della notte da quattro individui incappucciati, l’uomo era stato legato, picchiato barbaramente e derubato. Grazie alle tracce biologiche lasciate sul posto, e analizzate dal Ris di Parma, è stato possibile incrociare i profili genetici di tre malviventi con quelli rilevati in altre scene del crimine anni prima e dare un nome a una parte della banda. Con l’ausilio delle intercettazioni telefoniche è stata poi ricostruita la mappa degli episodi, due di questi avvenuti a Prato tra il 2012 e il 2013 e uno a Campi Bisenzio nel settembre 2013.

Intanto gli accertamenti sui componenti – tutti tra i 48 e i 24 anni – vanno avanti per accertare la loro responsabilità in altre rapine commesse negli ultimi anni tra Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Lombardia.

3 Commenti

  1. ..che se ne parli ben (molto molto raramente) o che se ne parli male (ogni giorno) , ma l’importante è che si parli di Prato…
    il non plus ultra della delinquenza ormai ha la base operativa a Prato, alle FFOO non manca certo il lavoro ma di sicuro mancano mezzi e tutela

  2. Vorrei fa capire a pratesi di non dare la colpa a quella o l’altra amministrazione,ma ai cittadini pratesi(non pochi)che speculano con questa gente orientale e non con affitti parzialmente al nero,lavori ed interessi personali,è così da più di trenta anni,come siamo caduti in basso!Vorrei ricordare quando nelle ditte dicevano “dò il lavoro a loro che mi costano meno” ecco i frutti.

  3. Non sono d’accordo A.D.non c’è la volontà politica in primis per fermare questa espansione dei cinesi frutto di concorrenza sleale

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