Scuola, all’Istituto Dagomari mancano le aule: “Ne servono almeno dieci”

La prima a lanciare l’allarme sulla mancanza di aule nelle scuole superiori era stata la preside dell’Istituto Gramsci Keynes, Grazia Maria Tempesti, ospite lo scorso 23 aprile del settimanale di attualità di Tv Prato “Parliamoci chiaro” (Leggi l’articolo). Poi ci hanno pensato gli studenti, i rappresentanti e i professori del liceo artistico Brunelleschi di Montemurlo che il 24 maggio sono scesi in piazza in segno di protesta per la carenza di spazi a loro disposizione (Leggi l’articolo). Adesso è la volta dell’Istituto Tecnico Commerciale “Paolo Dagomari”. Proprio oggi il Consiglio di Istituto ha fidduso un documento che potremmo riassume con queste parole: basta promesse, adesso servono risposte concrete. “Nel corso del corrente anno scolastico – si legge nella nota -, l’Istituto Dagomari ha inoltrato numerose richieste scritte tutte documentabili al Servizio Istruzione della Provincia di Prato, ufficio competente per le questioni in oggetto. A seguito di queste sono intercorsi incontri, promesse, scambi di idee e un sopralluogo nei locali del cosiddetto Marconcino, ma tutto ciò senza che si giungesse ad una risoluzione del problema: ai colloqui informali non ha mai fatto seguito nessuna comunicazione scritta”.
“Ad oggi – prosegue la nota – noi sappiamo, in modo non ufficiale, che le aule in più a nostra disposizione dovrebbero essere sei, a fronte di una richiesta maggiore (almeno 10 aule)”. Il rischio a questo punto è di non essere in grado di accogliere tutti gli studenti che hanno scelto il Dagomari per il prossimo anno scolastico. L’ipotesi di attivare una turnazione pomeridiana è stata valutata con attenzione dalla scuola, ma “è risultata inattuabile nella pratica a causa dell’orario delle lezioni curricolari (6 ore e mezzo in tutto), che costringerebbe gli alunni del secondo turno a stare a scuola fino alle 21”.
“Noi non vogliamo trovarci nella condizione di dover mandare via alunni che hanno scelto la nostra scuola. Non vogliamo dover respingere la loro domanda per motivi di spazio e, di conseguenza, per motivi di sicurezza. Non possiamo rimandare ulteriormente le risposte da dare a chi vuole frequentare la nostra scuola. Non ci sembra giusto, ci sembra di ledere il diritto allo studio”. Per questo il Consiglio di Istituto del Dagomari si rivolge direttamente allo Stato e alla Provincia, ente locale competente, affinché garantiscano il diritto allo studio così come sancito dalla Costituzione. “Non ci accontentiamo più di risposte ad oggi ufficiose e non soddisfacenti. Rimaniamo perciò in attesa di comunicazioni ufficiali scritte e risolutive, convinti della priorità che l’istituzione scolastica deve avere, convinti che non basta dire che la cultura è al primo posto perché lo sia poi nella realtà” conclude la nota.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*