Un’altra verità sul mostro di Firenze nel libro scritto dal regista Paolo Cochi

Esiste un’altra verità sul mostro di Firenze? Secondo il documentarista romano Paolo Cochi, che segue il caso da oltre vent’anni, i responsabili o il responsabile della lunga scia di sangue che ha terrorizzato la campagna fiorentina fino al 1985, deve essere ancora assicurato alla giustizia. Secondo il regista la vicenda criminale più lunga e controversa della cronaca nera italiana ha un finale che deve ancora essere scritto.

Le inchieste giornalistiche di Cochi, condotte sul campo e diventate seguitissimi reportage andati in onda su media nazionali e tv locali, sono adesso contenute in un libro intitolato “Mostro di Firenze. Al di là di ogni ragionevole dubbio”, scritto insieme a Francesco Cappelletti, studioso del caso e autore del libro “Delitto degli Scopeti – Giustizia mancata”, e Michele Bruno, esperto di scienze forensi. Il volume sarà presentato domani, lunedì 30 maggio, alle 18 alla Libreria Nardini di Firenze. Oltre agli autori saranno presenti gli avvocati Nino Filastò, Cecilia Bevacqua, Fiammetta Pezzati e Vieri Adriani.

 

 

“Il compito di questo libro – si legge sul sito della casa editrice Enigma – sarà quello di raccontare tutti i dettagli dell’infinita vicenda, basandosi proprio sugli atti processuali, evidenziando elementi mai portati in ribalta dai media”. Le nuove ricerche messe in campo da Cochi portano infatti a ribaltare quanto è stato stabilito nel corso dei processi che hanno visto come imputati i compagni di merende, condannati poi in via definitiva – ma solo per gli ultimi quattro duplici delitti – quali autori materiali. I mandanti sono rimasti sconosciuti e sono a tutt’oggi ancora oggetto di indagine.
Nei suoi documentari Cochi, grazie a valutazioni scientifiche e testimonianze dell’epoca, mette in seria discussione quanto testimoniato dal reo confesso Giancarlo Lotti.

Alle inchieste di Cochi Tv Prato ha dedicato uno speciale “I delitti del Mostro di Firenze”. Durante la trasmissione è intervenuto telefonicamente l’avvocato Nino Filastò, difensore di Mario Vanni e grande sostenitore dell’innocenza di tutti i compagni di merende, compreso Pietro Pacciani.

 

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