Emergenza profughi: 538 migranti accolti a Prato, altri 15 in arrivo. Individuate nuove strutture

Sono 538 i migranti ospitati nei 35 centri di accoglienza presenti a Prato e provincia, altri 15 dovrebbero arrivare a giorni. Il dato è stato diffuso dalla Prefettura che ha fatto una ricognizione del sistema di gestione dei profughi. “Nonostante l’intensificazione degli sbarchi sulle coste italiane che ha contraddistinto le scorse settimane, il sistema messo in piedi dalla Prefettura, in sinergia con gli enti locali, per fare fronte al fenomeno, è riuscito a garantire l’accoglienza di tutti i cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale fino ad oggi trasferiti in questa provincia – si legge in una nota diffusa dalla Prefettura -. Alle strutture già esistenti, presenti nel territorio di tutti i Comuni, se ne sono affiancate altre nuove, nel rispetto del modello di accoglienza diffusa promosso dalla Regione Toscana”. Ad oggi, come dicevamo i migranti presenti nei 35 centri di accoglienza fino ad ora attivati sono 583 e “in relazione alla manifestazione di interesse pubblicata nel sito della Prefettura nello scorso mese di giugno, sono stati segnalati ulteriori immobili che, in caso di necessità, potranno essere utilizzati per ampliare la rete dell’accoglienza diffusa”. Si tratta di nuovi immobili reperiti e messi a disposizione dalle associazioni già impegnate nell’accoglienza dei migranti, per alcune decine di posti in più. Al momento, però, i centri di accoglienza già attivati sul territorio sono in grado di ospitare i 15 nuovi profughi che arriveranno a giorni.
La Prefettura precisa che, pur monitorando il fenomeno, “allo stato non è prevista la pubblicazione di un nuovo bando per l’individuazione di più operatori economici ai quali affidare il servizio di prima accoglienza di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale e la gestione dei servizi connessi, che sarà pubblicato eventualmente all’occorrenza. Continua anche l’alacre attività svolta dagli enti gestori dei centri di accoglienza, in collaborazione con gli enti locali, per favorire l’integrazione dei profughi attraverso attività formative e di volontariato”.

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