Dopo il rifiuto di Arezzo, la rassegna d’arte “Icastica” approda a Prato

Prato adotta la rassegna d’arte contemporanea “Icastica”: dopo 3 anni ad Arezzo, la kermesse diretta da Fabio Migliorati non è stata confermata dall’amministrazione di centrodestra di recente elezione e ha così scelto la nostra città dove arriverà col nuove nome di “Icastic”. “Con il cambio di giunta – spiega Migliorati dalle pagine del Corriere Fiorentino – non c’era più l’interesse per replicare la manifestazione culturale nella forma in cui era nata, così abbiamo deciso di darle continuità spostandoci altrove”.  L’11 ottobre nella corte interna della Camera di Commercio approderanno le installazioni dei tre artisti Andrè Komatsu, Moataz Nasr e Jaume Plensa, che saranno un’occasione per avvicinarsi al grand opening del Centro Pecci. La manifestazione, di dimensioni più ridotte per numero di opere e luoghi di esposizione rispetto alla sorella aretina, ha come titolo la domanda “Anything to declare?”  (“Niente da dichiarare?”), che qualsiasi viaggiatore si sente rivolgere avvicinandosi ad una frontiera. Il tema sarà proprio questo: il confine che divide la terra straniera dalla madrepatria, il diverso dal conosciuto, con tutte le implicazioni che il tema ha nell’ambito dell’attualità di Prato, come è noto, vero e proprio crogiuolo di etnie. Prato che, peraltro, in passato ha già avuto un assaggio di ciò che sarà “Icastic”: si tratta dell’installazione dell’artista finlandese Karina Kaikkonen, le lunghe file di camicie stese nel 2014 sulle antiche mura tra la biblioteca Lazzerini e via Pomeria, che l’anno prima avevano visitato le Logge del Vasari nel centro di Arezzo.

(La foto ritrae una scultura di “Icastica” di Arezzo)

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