Usò l’auto di servizio per andare a casa, ex comandante della Finanza di Prato condannato dalla Corte dei Conti

L’ex comandante della Guardia di Finanza di Prato, il colonnello Marco De Fila, è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire il danno erariale per l’utilizzo improprio dell’auto di servizio nel tragitto dal luogo di lavoro a casa.
De Fila dovrà restituire 4.500 euro, relativi al periodo non caduto in prescrizione: dal dicembre 2010 al settembre 2011, quando guidava le fiamme gialle di La Spezia, e gli ultimi giorni dell’esperienza pratese: dal 22 al 31 luglio 2010.
La Procura contabile aveva chiesto un risarcimento di oltre 65 mila euro contestando l’utilizzo indebito della vettura istituzionale nei sei anni in cui De Fila ha comandato la Guardia di Finanza di Prato, dal settembre 2004 al luglio 2010. Il “conto” comprendeva i costi relativi all’usura della vettura, al carburante e all’impiego del personale autista che lo accompagnava.
Per questi stessi fatti, l’ufficiale è stato indagato per peculato militare continuato e aggravato, reato per il quale è stato prosciolto sia dal gup del Tribunale militare di Roma, che dalla Cassazione.
Il procedimento contabile è però proseguito ed è giunto ad una diversa sentenza. Il colonnello De Fila, nell’insediarsi sia a Prato che a La Spezia, aveva rinunciato ad ottenere l’abitazione di servizio. “Una scelta – scrivono i magistrati contabili – che ha determinato un’opzione, da parte del convenuto, per un onere del pendolarismo che ricadeva su di lui e non surrogabile con un utilizzo inappropriato dell’auto di servizio”. Secondo quanto ricostruito, invece, De Fila si faceva accompagnare dal comando di Prato fino alla propria abitazione di Lucca – quindi “fuori distretto” – quasi tutti i giorni, con un’auto della guardia di Finanza, nella convinzione di averne diritto, al punto che faceva redigere per ogni trasferimento il relativo foglio di uscita. Simili trasferimenti, dopo aver preso servizio in Liguria, avvenivano da La Spezia alle abitazioni di Lucca e Lido di Camaiore.
Di diverso avviso i giudici contabili secondo i quali l’assegnazione dell’auto di servizio ai colonnelli con incarichi di comando ha dei limiti ben precisi, previsti dalle legge, fra cui quelli territoriali. Lo stesso superiore di De Fila, il generale Toschi, ha dichiarato di “non aver mai ricevuto dall’imputato alcuna richiesta dell’uso dell’auto extra districtum e che se l’avesse ricevuta, non l’avrebbe concessa perchè non prevista dalla legge”. Il colonello è stato dunque condannato sotto il profilo della colpa grave per “uso abitudinario delle auto di servizio finalizzato ad una comodità di uso personale”.

1 Commento

  1. La buona fede,appunto!A volte ci sono citttadini che nel presentare la denuncia dei redditi con il flamigerato fai da te sbagliano in buona fede,allora non condanniamoli subito come malfattori.

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