Maltrattamenti agli anziani nella Rsa di Narnali, arrivano le prime condanne: 3 anni alla principale imputata

Arrivano le prime condanne per infermieri e operatori sociosanitari accusati delle violenze e dei maltrattamenti sugli anziani ospiti della Rsa di Narnali: la principale imputata, Daniela Lascialfari, in rito abbreviato ha subito una pena di 3 anni (la richiesta del pm Celano era di 3 anni e 10 mesi) con interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e pagamento di una provvisionale di 3mila euro a ciascuna delle vittime.
Sempre con rito abbreviato sono state condannate a un anno e mezzo di reclusione Cristina Cianella, Filomena De Lillo e Fatime Hysembelliu, con sospensione della pena condizionata al pagamento di una provvisionale ai familiari delle vittime e interdizione dalla professione sociosanitaria per periodi compresi tra 2 e otto mesi. Condannata solo per percosse Abi Chantal, ad una pena pecuniaria di 200 euro.

Definiti oggi anche quattro patteggiamenti per pene comprese tra un anno e 6 mesi (Fiorella Parlanti) e un anno e nove mesi (Alessandro Pozzato). Un anno e otto mesi la sentenza per Biagio Carta e Maria Grazia Carenzi. Per tutti e quattro gli imputati la sospensione condizionale della pena è legata allo svolgimento di attività socialmente utili, non retribuite, per periodi compresi fra 4 mesi e un anno, presso strutture come la Mensa dei poveri di Pistoia, il Csn di Galceti o la Croce Rossa. Gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese legali, mentre il risarcimento dei danni sarà quantificato nel procedimento civile.
Rigettata invece la richiesta risarcitoria della Asl e della cooperativa Casa di Marta, che erano state ammesse tra le parti civili, assieme ad una ventina di parenti delle vittime.

Il gip Fantechi ha infine disposto il rinvio a giudizio per gli altri 4 indagati: Maria Cristina Latessa, Lidia Del Medico, Khadija Halim e Liviana Pastorelli. Per loro il processo con rito ordinario inizierà l’8 marzo 2017. Alle lettura della sentenza hanno partecipato una decina di familiari delle vittime, che hanno ringraziato i propri avvocati per il sostegno ricevuto e hanno mostrato apprezzamento per i tempi rapidi con cui si è celebrata l’udienza preliminare. I fatti contestati risalgono ad inizio 2015: le indagini della squadra mobile, con l’utilizzo di telecamere installate nelle stanze di degenza, documentarono un quadro agghiacciante: gli anziani, malati di Alzhweimer, vittime di angherie, violenze e furti all’interno della casa di riposo, da parte di chi doveva prendersi cura di loro. I dipendenti delle cooperative e della Asl sono stati licenziati e oggi sono arrivate le prime sentenze.

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