Sciopero dei lavoratori tessili, in 500 manifestano davanti a Palazzo dell’Industria: “Vogliamo un contratto e un salario dignitoso” FOTO

Oltre 500 lavoratori hanno partecipato stamani al presidio dei lavoratori tessili a Prato davanti alla sede di Confindustria Toscana Nord nell’ambito dello sciopero regionale di 8 ore del comparto indetto da Cgil, Cisl e Uil per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto lo scorso 31 marzo. I sindacati denunciano le posizioni espresse al tavolo di trattativa da Sistema Moda Italia, associazione aderente a Confindustria, che “mirano a comprimere le condizioni economiche e normative e il ruolo negoziale di Rsu e Organizzazioni sindacali territoriali”. In particolare si contesta la mancanza di aumenti salariali certi per i prossimi tre anni, la riduzione delle indennità di malattia e delle ore di ferie, e l’introduzione degli straordinari obbligatori. L’adesione allo sciopero, secondo quanto riferito dai sindacati è stata alta, con punte dell’80%.

“Le lavoratrici e i lavoratori tessili della Toscana hanno fatto sentire la propria voce – dichiarano Fabio Berni, Segretario Generale della Filctem Cgil Toscana, e Massimiliano Brezzo, Segretario Regionale Filctem Cgil con delega al Settore Tessile – per ribadire l’importanza del Contratto Nazionale di Lavoro e la necessità di giungere quanto prima alla conclusione della trattativa per il suo rinnovo. L’auspicio è chiudere sul Contratto, ma se non arriveranno risposte adeguate dalle controparti la mobilitazione potrà proseguire”.

“Con le posizioni aziendali di questo momento il contratto non lo riusciamo a fare – ha detto il segretario generale della Femca-Cisl Toscana, Massimo Guerranti -. Eppure siamo riusciti a chiudere il rinnovo in settori più in crisi di quello del sistema moda italiano, come ceramica, vetro, lavanderie industriali. Questo continua a essere uno dei settori traino dell’economia italiana, che fa molto export. Ci sono aziende che hanno sofferto, ma tante la crisi non l’hanno proprio vista. E quindi è incomprensibile che non si possa portare un contratto con un po’ di salario per i lavoratori e con qualche adeguamento normativo in linea con i temi”.

“Dai lavoratori della Toscana è arrivata una risposta forte e chiara: vogliamo un contratto e un salario dignitoso – ha detto il segretario UilTec Toscana Andrea Di Caro – Al presidio di Prato è stata altissima la partecipazione perché siamo stanchi di una parte datoriale che fa orecchie da mercante, in un settore che tra l’altro è considerato come cruciale e fondamentale per il sistema economico italiano”.

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