Terrorismo, espulso 42enne pakistano: è stato l’imam del centro di preghiera di via Ferrara al Soccorso FOTO

È stato espulso per motivi di sicurezza legati al terrorismo islamico internazionale Mahmood Khan Zia Afgaal, pakistano di 42 anni che fino allo scorso agosto aveva frequentato il centro di preghiera di via Ferrara al Soccorso, di cui è stato a lungo anche imam. Secondo le informazioni in possesso della Digos fiorentina e dei servizi segreti, Mahmood sfruttava questo suo ruolo di guida spirituale, per radicalizzare musulmani in Italia, e vantava anche contatti internazionali col mondo contiguo allo jihadismo pakistano e afghano. Personalità conosciuta nel mondo musulmano fiorentino e pratese, con le sue prediche aveva contribuito a radicalizzare anche un 27enne pakistano che è stato espulso da Prato e riportato in Pakistan nell’aprile 2015. Quest’ultimo seguiva i sermoni di alcuni leader fondamentalisti sui social network ed era affascinato dall’Isis, al punto che si sospetta volesse arruolarsi in scenari di conflitto internazionali come foreign fighter. Mahmood, definito dagli investigatori il suo maestro, utilizzava invece sistemi di indottrimanento tradizionali e aveva individuato nel centro al Soccorso una comunità che poteva essere sensibile alle sue predicazioni.

In Italia dal 2006, da un paio di anni Mahmood Khan Zia Afgaal si era trasferito da Prato a Firenze, ma continuava a frequentare il centro islamico di via Ferrara. L’uomo appartiene al movimento islamico dei Tabligh Eddawa, una corrente islamica originaria del Pakistan e diffusa in tutto il mondo, che ha tra le proprie caratteristiche il radicalismo e la predicazione itinerante.

Grazie alle attività investigative e di intelligence è stato possibile verificare che lo straniero manteneva contatti in Pakistan con ambienti islamici radicali e con soggetti che sostengono organizzazioni terroristiche attive in Afghanistan.

Fino alla scorsa estate il 42enne aveva un market etnico in centro a Firenze, in via Cavour, e viveva nell’immediata periferia di Firenze, in una casa nella zona del Poggetto con la moglie pakistana, la compagna italiana convertita all’Islam – che aveva di fatto il ruolo di seconda moglie – e i figli avuti dalle due donne. Lo scorso agosto aveva lasciato l’Italia ed era tornato in Pakistan con tutta la famiglia, compresa la compagna. La donna, che lavora a Firenze ed è attualmente in aspettativa, si trova ancora in Pakistan.
Nei giorni scorsi, per motivi in corso di accertamento da parte della Digos di Firenze, il 42enne è tornato da solo in Italia e in particolare a Firenze, alloggiando in una casa di alcuni conoscenti. Qui è stato rintracciato dai poliziotti della Digos a seguito del provvedimento di espulsione emesso nel frattempo nei suoi confronti. Martedi è stato rintracciato e portato in un Cie, venerdì scorso è stato rimpatriato in Pakistan.

Stamani in via Padova i musulmani presenti non erano al corrente della notizia. Hanno aperto le porte del luogo di culto ai giornalisti e preso le distanze dal fondamentalismo.

 

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