Creaf, la Regione chiede la restituzione di 11 milioni: sempre più lontano il concordato

Sempre più stretta la strada del concordato per il Creaf: la Regione, principale creditore, ha chiesto la restituzione di 11 milioni di euro di finanziamenti concessi nel corso degli anni. Nell’udienza di oggi al Tribunale di Prato si è discusso proprio sull’entità e la natura del credito vantato dalla Regione. Quest’ultima si ritiene creditore privilegiato e reputa revocabili i finanziamenti concessi perchè il progetto non è stato eseguito e il Creaf è una società insolvente. Di diverso avviso i legali della partecipata, secondo i quali la Regione è creditore chirografario e i fondi da essa concessi in tre tranche, fanno parte di un’unica linea di finanziamento, per la quale non sono ancora trascorsi i 5 anni a seguito dei quali è consentita la revoca. Le prime due erogazioni – hanno sottolineato inoltre gli avvocati di Creaf – sono state contabilmente rendicontate e c’è stato lo svincolo delle relative fideiussioni.
Questioni tecniche e giuridiche che incidono in maniera determinante sull’ammissibilità del concordato. Entro il 29 dicembre Creaf dovrà presentare al Tribunale un piano di ristoro dettagliato: se la Regione fosse riconosciuta creditore privilegiato, dovrebbe essere soddisfatta al 100% dei crediti maturati. Uno scenario difficilmente percorribile: l’unico bene che Creaf può mettere a reddito a sostegno della procedura è l’immobile di via Galcianese, su cui tra acquisto e lavori di adeguamento sono stati spesi buona parte dei 22 milioni di euro di soldi pubblici immessi nella società nel corso degli anni.
Oggi, però l’immobile ha una valutazione assai inferiore: meno di 10 milioni secondo la società; 6,5 milioni secondo la perizia disposta dalla Procura, che ha chiesto il fallimento del Creaf e iscritto nel registro degli indagati l’amministratore unico Laura Calciolari con l’ipotesi di falso in bilancio.

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