Allontanati dalla struttura di accoglienza perché non seguono i corsi di italiano: protesta di un gruppetto di profughi a Santa Caterina FOTO e VIDEO

Sono dovute intervenire le forze dell’ordine per riportare la calma a seguito di una protesta di un richiedente asilo che oggi, in tarda mattinata, ha radunato un gruppo di altri profughi ed ha inscenato un sit-in davanti alla struttura di via San Vincenzo. L’uomo è stato allontanato dal sistema di accoglienza poiché non aveva seguito i corsi di italiano. Alla comunicazione della decisione della Prefettura, notificata da una volante della polizia, il richiedente asilo ha radunato un gruppetto di altri profughi allontanati per la stessa ragione anche da altri centri di accoglienza, protestando davanti alla struttura. Sono stati momenti di grande tensione: quattro o cinque persone, particolarmente agitate, hanno urlato e inveito in maniera veemente, qualcuno si è gettato per strada, un altro manifestante si è parzialmente denudato.
Sul posto sono giunti polizia, carabinieri e polizia municipale per riportare la calma.


Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le revoche all’accoglienza, sia per il respingimento delle richieste di asilo da parte del Tribunale (un centinaio le persone alle quali è stato rigettato anche il ricorso a seguito del pronunciamento delle commissioni territoriali), sia per il mancato rispetto delle regole di permanenza nelle strutture, che prevedono, tra le altre cose, la partecipazione obbligatoria ai corsi di italiano e il rientro serale entro la mezzanotte.
Solo nelle strutture gestite da Coop 22 sono una trentina gli allontanamenti decisi dalla Prefettura negli ultimi mesi. In quest’ultimo week end, nel centro di accoglienza a due passi da piazza San Domenico sono arrivati altri profughi: adesso, compresi i “temporaneamente presenti” sono un centinaio, a fronte di ottanta richiedenti asilo ospiti fino a pochi giorni fa. Il numero delle presenze di richiedenti asilo a Prato, grazie alle maggiori uscite che compensano i nuovi arrivi, è ancora compreso tra i 750 e gli 800, ovvero la capienza massima disponibile sul territorio.

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