“Concorrenza sleale di imprese edili cinesi”: la denuncia di Ance Toscana nord VIDEO

Dopo i pronto moda e le stamperie, il tarlo dell’illegalità rode anche il settore dell’edilizia. A denunciarlo è l’ANCE Toscana Nord, l’associazione che riunisce i costruttori edili. Esistono a Prato imprese costruttrici gestite da titolari di nazionalità cinese che impiegano irregolari e operano nell’indifferenza della normativa vigente. Già da un po’ l’Ance ne aveva percezione: i tanti lavori che vengono effettuati in capannoni del distretto non hanno come riscontro un aumento delle commissioni per le ditte iscritte (per la cronaca, negli ultimi 10 anni la Cassa edile pratese ha registrato 1.300 dipendenti e 350 aziende in meno) né documentazione depositata in Comune o all’Asl che ne attesti l’esistenza e l’operatività. Si tratta di “cantieri-fantasma”; non tirano su palazzi o case, ma compiono per lo più lavori in interno. Se ne ha, quindi, scarsa percezione visiva, ma il danno sarebbe grande, visto che poi è tutto l’indotto a risentirne: un’impresa edile che lavora a nero, assolda manodopera e acquista materiale con la stessa modalità.
La mancata osservanza delle regole circa la sicurezza e la formazione degli operai, fa sì che queste imprese offrano i propri servizi a prezzi molto più bassi di quelli di mercato. A spese di quelle ditte che invece sulla formazione investono e che si trovano ad essere danneggiate da una vera e propria concorrenza sleale. Senza contare che un’impresa che opera nell’illegalità sarà più incline a realizzare lavori come i famigerati loculi-dormitorio sopra le aziende:
A settembre si aprirà un tavolo cui parteciperanno, oltre ad ANCE Toscana nord, anche Confartigianato, l’ASL e la Prefettura. Obiettivo: sviluppare strategie di controllo nei confronti di un fenomeno che toglie risorse a questo settore ancora in sofferenza.

Ascolta l’intervista ad Alessandro Cafissi, vicepresidente di Ance Toscana nord

Lucrezia Sandri

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