Inchiesta baby calciatori, Jolly Montemurlo: “Società del tutto estranea ai fatti. Mai utilizzato il sistema delle lettere invito per stage”

“La nostra società lavora da sempre per promuovere i valori dello sport, del calcio pulito, nella piena legalità e trasparenza”. A ribadirlo con forza è Antonio Ciriello, amministratore del Jolly Montemurlo, che prende le distanze dall’inchiesta sui baby calciatori. Il Jolly Montemurlo è del tutto estraneo alla vicenda e nessuno dei suoi dirigenti risulta indagato, si legge in una nota della società, che fa chiarezza dopo l’ispezione ricevuta nei giorni scorsi da parte della squadra mobile (Leggi l’articolo). “Abbiamo assicurato agli organi inquirenti tutta la nostra collaborazione – prosegue Ciriello – e, se necessario, continueremo a farlo molto volentieri”. Lo scorso 25 luglio la società ha immediatamente messo a disposizione degli uomini della Questura di Prato tutta la documentazione in proprio possesso e fornito ogni informazione utile alle indagini. Il Jolly Montemurlo – si legge ancora nella nota – non ha mai utilizzato il sistema delle lettere di invito per stage temporanei con l’obiettivo di fare entrare in Italia e tesserare giocatori minorenni stranieri e ha sempre operato nel pieno rispetto delle norme che regolano l’immigrazione. “Siamo fiduciosi nel lavoro degli inquirenti e della magistratura – aggiunge Ciriello -, certi che faranno piena chiarezza sull’intera vicenda, confermando la totale estraneità del Jolly. Stiamo valutando con i nostri legali se e quali iniziative intraprendere per tutelare il buon nome di una società che da sempre lavora con passione sul territorio per la crescita dello sport, giovanile e non, nel pieno rispetto delle regole” conclude Ciriello.

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