Inchiesta Prato Calcio, Estra diffida la società: “Via lo sponsor dalle maglie”

Niente logo sulle nuove maglie, presentate appena una settimana fa, e via il nome anche da divise e attrezzature in dotazione ai calciatori. Estra prende le distanze dal Prato Calcio dopo la bufera giudiziaria che si è abbattuta sulla società per presunte violazioni in materia di immigrazione e frode sportiva: i due filoni principali dell’inchiesta condotta dalla Procura di Prato sul giro d’affari dei baby calciatori africani, fatti entrare in Italia illegalmente con l’obiettivo di essere tesserati, piazzati nelle squadre di calcio di serie A e B e garantire così ampi margini di guadagno.

La lettera di diffida all’utilizzo di logo e nome dell’azienda è partita stamani, diretta all’indirizzo della squadra che dovrà provvedere dunque a “cancellare” il marchio dai completi, mentre lo sponsor del gruppo potrà restare in uso allo stadio Lungobisenzio. Il contratto di sponsorizzazione – in scadenza alla fine del 2017 – resta, quindi, congelato (con il divieto all’uso del logo) fino alla conclusione delle indagini: successivamente, l’azienda di via Panziera potrà valutare anche la possibilità di procedere per vie legali e richiedere i danni d’immagine.

Quella di Estra è forse la prima conseguenza concreta e diretta dell’inchiesta, sul Prato, che rischia di allontanare per sempre uno degli sponsor principali dalla squadra di calcio. Un segnale forte, di rottura rispetto a pesanti ipotesi di reato su cui continua a concentrarsi il lavoro degli inquirenti. L’acquisizione di informazioni, attraverso una serie di testimonianze di calciatori e addetti ai lavori, servirà a ricostruire i contorni della vicenda dove, stando alle indagini, i baby talenti in arrivo in Italia che non si dimostravano all’altezza delle aspettative, venivano “scaricati” senza remore.

4 Commenti

  1. Cari signori di Estra, il vostro comportamento non vi fa molto onore: sembrate topi che scappano mentre la nave affonda. Invece di stringervi intorno alla squadra in un momento di difficolta’ , siete i primi a sparargli addosso. Avete paura di un danno di immagine, ma cosa pensate che la gente sia stupida e non sappia distinguere le responsabilita’? Potevate aspettare per lo meno un rinvio a giudizio prima di prendere una simile decisione.Fino ad ora avete supportato il Toccafondi nonostante quest’ultimo si sia mosso guidato dai propri interessi ed adesso che il suo stile gestionale ( che voi non potevate non conoscere) e’ sotto la luce dei riflettori, ora non volete avere nulla a che fare! Ma che bravi ed onesti opportunisti!

  2. In democrazia fino alla sentenza il Sig. Toccafondi é innocente. Tale decisione é inopportuna e, oltretutto, ipocrita in relazione all’operato (sempre inadeguato) del presidente che ha sempre dimostrato di essere. Se la barca prende acqua é bene sicerarsene poi si prendono le decisioni opportune ma mai imbarcarsi in una scialuppa e, alla Schettino, allontanarsi in tutta fretta.

  3. Concordo con Pisolo al 1000%.
    E’ una indagine, ma che potrebbe finire anche in un bolla di sapone per qualcuno degli indagati.
    Potevate fare un comunicato in cui dicevate di aspettare eventuali rinvii a giudizio per poi prendere le vostre decisioni.
    Invece, come di dice a Prato, avete voluto fare i ganzini subito.

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