La denuncia dei sindacati: “Alla Dogaia la polizia penitenziaria costretta a lavorare tra i topi e detenuti violenti”

La situazione del carcere della Dogaia è diventata insostenibile per gli agenti di polizia penitenziaria. E’ quello che lamentano i sindacati in una nota congiunta. Per i sindacati “creazione, soppressione, modifica degli orari e del carico di lavoro avvengono con scelta unilaterale della direzione”. Le organizzazioni sindacali puntano poi il dito contro la carenza di organico, che sarebbe sottostimato del 30%, a fronte di un sovraffollamento del carcere, soprattutto all’interno del reparto di media sicurezza, dove sono detenute 140 persone a fronte delle 98 previste. I sindacati lamentano poi la scarsa sicurezza per gli agenti, troppo spesso vittime di aggressioni, tanto che nel 2017 sono già 600 le giornate di assenza lavorativa per i postumi delle violenze. Come se non bastasse – proseguono i sindacati – gli agenti sono costretti a lavorare in compagnia di topi, blatte e sporcizia. Per tutte queste ragioni le organizzazioni sindacali hanno indetto per mercoledì 26 un sit-in di protesta davanti all’ingresso della casa circondariale, annunciando l’interruzione di ogni forma di rapporto con la direzione.

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